> > Dopo 13 giorni di tensione, la parata a Garvaghy Road è bloccata

Dopo 13 giorni di tensione, la parata a Garvaghy Road è bloccata

Dopo 13 giorni di tensione, la parata a Garvaghy Road è bloccata

Una svolta politica a Portadown: la marcia dell’Orange Order bloccata dopo 13 giorni di proteste.

Da quasi due settimane la cittadina di Portadown nella contea del Nord dell’Irlanda, è stata teatro di un acceso scontro tra i sostenitori della tradizionale parata dell’Orange Order e i residenti cattolici del quartiere di Garvaghy Road. Le manifestazioni, iniziatesi il 27 settembre, hanno tenuto la via sotto un costante controllo di polizia, con centinaia di persone che si sono alternate al ruolo di guardiani per impedire il passaggio dei cortei protestanti.

Il rovesciamento di Chris Bryant e le congratulazioni dei repubblicani

Venerdì 9 ottobre il segretario di Stato per l’Irlanda del Nord, Chris Bryant ha annunciato l’annullamento definitivo dell’autorizzazione concessa dalla Parades Commission quasi tre decenni prima. La decisione, presentata come necessaria per evitare una “escalation di violenza” e su indicazione del capo della PSNI Jon Boutcher, è stata accolta con gioia dai membri di Sinn Féin e dai cittadini di Garvaghy Road, che hanno riunito i loro cori per celebrare la vittoria.

La First Minister Michelle O’Neill ha espresso sollievo in diretta al Late Late Show descrivendo i giorni precedenti come “una costante paura” per la comunità locale.

Interrogatorio di O’Neill da parte della PSNI

Lo stesso giorno la PSNI ha inviato a O’Neill una lettera di convocazione “sotto cautela” per un interrogatorio relativo alle proteste, un provvedimento che l’ex premier ha definito “volontario” e legato a una manifestazione pacifica.

Anche altri membri di Sinn Féin – tra cui Gerry Carroll, Conor Murphy, Gerry Kelly e John O’Dowd – hanno ricevuto inviti analoghi, mentre la leader del partito Mary Lou McDonald ha anticipato l’arrivo di una comunicazione simile.

Le dure critiche dei unionisti e il percorso giudiziario

Il partito unionista più influente, il DUP ha definito la mossa di Bryant una “capitolazione al mob rule”. Il leader Gavin Robinson ha avvertito che questa decisione manda un messaggio pericoloso, secondo cui la gestione dell’Irlanda del Nord dovrebbe essere basata sul “numero di chi urla più forte”. Alcuni esponenti del DUP hanno chiesto addirittura il licenziamento del capo della polizia per aver consigliato l’annullamento.

Udienza della Court of Appeal

Nel frattempo, la Court of Appeal di Belfast è chiamata a decidere, lunedì 12 ottobre alle 14, se i residenti possano richiedere una judicial review della precedente decisione della Parades Commission. La causa, avviata il 5 ottobre, ha già evidenziato la presunta “conclusione irrazionale” della commissione nell’autorizzare la parata dopo 28 anni di divieto.

Contesto storico e costi della crisi

La disputa ha radici profonde: la Parades Commission aveva consentito una limitata sfilata di circa 35 orangisti lungo una strada abitata da nazionalisti, con restrizioni operative. Dal 1998, la zona era stata chiusa a tali manifestazioni a seguito di violenze che avevano alimentato il conflitto noto come “The Troubles”, responsabile di quasi 3.700 morti. L’intervento della polizia, stimato in circa tre milioni di sterline, ha evidenziato la gravità della situazione e la difficoltà di far rispettare una decisione amministrativa contro la realtà sul terreno.

Proteste a Belfast

Il 9 ottobre una folla ha manifestato davanti all’Erskine House sede del Northern Ireland Office, chiedendo formalmente a Bryant di vietare definitivamente la marcia. La deputata Sinn féin Deirdre Hargey ha sottolineato che la decisione rappresenta “non si torna indietro” rispetto al 1998, anno dell’Accordo del Venerdì Santo, mentre ulteriori raduni sono previsti a Newry e Derry.

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