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Encefalite da zecca in Trentino: la storia di Gianna Sommavilla e i rischi per la popolazione

Encefalite da zecca in Trentino: la storia di Gianna Sommavilla e i rischi per la popolazione

Una donna di 75 anni è morta in Trentino dopo essere stata morsa da una zecca. La vittima, Gianna Sommavilla, era stata ricoverata in ospedale con un'encefalite da Tbe. Scopri come proteggerti dai morsi di zecca e riconoscere i sintomi dell'infezione

Una tragedia si è consumata in Trentino, dove una donna di 75 anni, Gianna Sommavilla, è morta dopo un mese di agonia a causa di un’encefalite da zecca. La vittima, residente a Ziano di Fiemme, era stata morsa dal parassita durante una passeggiata nei prati vicino alla sua abitazione. Nonostante le cure, il suo quadro clinico si è progressivamente aggravato, portando al decesso.

L’encefalite da zecca, nota anche come Tbe (Tick-Borne Encephalitis), è una grave infezione virale che colpisce il sistema nervoso centrale. In Italia, i focolai si registrano principalmente nelle regioni del Nord-Est, tra cui Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia e Veneto. L’infettivologo Matteo Bassetti ha ricordato l’importanza della vaccinazione per chi risiede o frequenta abitualmente le zone a rischio.

La vita di Gianna Sommavilla e il ricordo della comunità

Gianna Sommavilla era una figura conosciuta in Val di Fiemme, dove lavorava come docente e assistente di laboratorio all’Istituto d’arte ladina. Faceva parte degli Schützen un’associazione che si ispira alle tradizioni e ai valori dei tiratori tirolesi. La Schützenkompanie Ladins de Fasha ha ricordato la sua prematura scomparsa con una nota commovente, sottolineando il suo ruolo fondamentale all’interno della compagnia.

La donna lascia due figli, Pierangelo e Margherita. I funerali si sono tenuti il 13 luglio nella chiesa di Moena, dove la comunità ha voluto rendere omaggio alla sua memoria.

I rischi dell’encefalite da zecca e come prevenirli

L’encefalite da zecca può colpire sia adulti che bambini. Il periodo di incubazione va dai quattro ai 28 giorni con una media di circa 8 giorni dal morso. Nel 70% dei casi, l’infezione è asintomatica o si manifesta con sintomi poco rilevanti. Tuttavia, nel restante 30% dei casi, può portare a complicazioni gravi, come l’encefalite o la paralisi flaccida.

Per prevenire i morsi di zecca, è importante adottare alcune precauzioni durante le escursioni in montagna e nelle aree verdi. Gli esperti consigliano di indossare abiti coprenti e di colori chiari, utilizzare repellenti a base di Deet e verificare accuratamente la presenza di zecche al termine dell’escursione.

Come rimuovere una zecca

In caso di morso di zecca, è fondamentale agire tempestivamente. Utilizzare una pinzetta per rimuovere il parassita con decisione, disinfettare accuratamente la zona dopo l’estrazione e monitorare eventuali sintomi. Se compaiono segni di infezione, è necessario rivolgersi immediatamente a un medico.

I dati dell’Asuit e l’aumento dei casi

Secondo l’Asuit sono due le principali malattie trasmesse dalle zecche in Trentino: la malattia di Lyme e l’encefalite da zecca. Dal 2000 al 2026, sono stati registrati 372 casi di malattia di Lyme e 204 casi di encefalite da zecca. Negli ultimi cinque anni, la media annuale di casi di encefalite da zecca è raddoppiata, passando da 9,7 a 23,2.

L’aumento delle temperature e la presenza di zecche anche in aree urbane e a quote elevate rendono la prevenzione ancora più importante. Con la stagione estiva, cresce il rischio di essere punti da questi parassiti, che si nutrono del sangue dell’uomo e degli animali. Le punture non sono dolorose, per questo non sempre vengono individuate subito.

La tragedia di Gianna Sommavilla è un monito per tutti: conoscere i rischi e adottare le giuste precauzioni può salvare la vita.

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