Equinozio di Primavera 2018: quando inizia la bella stagione
Equinozio di Primavera 2018: quando inizia la bella stagione
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Equinozio di Primavera 2018: quando inizia la bella stagione

equinozio di primavera

L'equinozio di primavera cade quest'anno il 20 marzo. Dietro la data insolita si può rintracciare una motivazione astronomica. Scopriamo quale.

L’equinozio di Primavera costituisce l’inizio della Primavera. Questa prenderà il via a partire dalle 17 e 15 del 20 Marzo 2018, data insolita se si considera il tradizionale avvio primaverile del 21.

Equinozio di primavera cos’è

Un equinozio rappresenta l’istante di massima altezza del Sole rispetto all’equatore. In questa posizione i suo raggi solari raggiungono il nostro pianeta perpendicolarmente. Di conseguenza, le ore di buio e di oscurità sono identiche (da aequa nox, termine latino indicante appunto notte uguale). A partire dall’equinozio sino al solstizio la parte diurna tende ad allungarsi (il solstizio d’estate costituisce il giorno più lungo dell’anno) o ad accorciarsi (quello invernale segna il giorno più corto). Normalmente entrambi gli equinozi si fanno cadere a sei mesi di distanza, generalmente intorno al 20 di marzo e di settembre (sebbene l’equinozio d’autunno sia solitamente più tardivo), mentre i due solstizi cadono a giugno e a dicembre, intorno al giorno 20, a sei mesi di distanza.

Quando inizia la primavera

La primavera inizierà quindi dalle 17 e 15 del giorno 20 marzo 2018.

L’avvio della bella stagione coincide con il costante e progressivo allungarsi delle giornate. La primavera terminerà con il solstizio d’estate, previsto per le 12.07 di giovedì 21 giugno, data che segnerà l’inizio della stagione estiva.

Perché il 20 Marzo

La tradizione vuole che l’equinozio di primavera cada il 21 marzo, così come abbiamo imparato a scuola. La data di inizio della bella stagione dipende da calcoli astronomici, basati principalmente sulla rotazione del nostro pianeta e sulla rivoluzione del nostro pianeta, rispettivamente il giro che il pianeta esegue attorno al proprio asse e il movimento della Terra stessa attorno al Sole.

Il motivo dello spostamento dell’equinozio dal 21 al 20 marzo risiede nel rapporto fra calendario Gregoriano e movimento lungo l’orbita terrestre. Sappiamo infatti che il calendario prevede 365 giorni, mentre il vero è proprio anno astronomico consta di 365 giorni, 6 ore e 9 minuti.

Mantenere inalterato gregoriano comporterebbe lo spostamento progressivo delle stagioni, motivo per il quale è stato introdotto l’anno bisestile per tutti quegli anni multipli di 4 e non segnanti l’inizio di secolo. L’aggiunta di un giorno ogni quattro anni farebbe rientrare il calcolo del calendario in linea (più o meno) con i calcoli astronomici. La presenza di anni bisestili di fatto sballa il conteggio per la determinazione dell’equinozio, conteggio di per sé difficile a causa della sfericità non perfetta del nostro pianeta.

L’asse terrestre della Terra infatti cambia costantemente la propria posizione a causa della non perfetta sfericità del globo, fatto che rende sposta progressivamente il momento di uguaglianza fra ore di luce e ore di buio. I calcoli degli astronomi riportano che non avremo un equinozio il 21 marzo sino al 2102, mentre nel 2044 questo avverrà addirittura il 19 marzo!

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