Argentina, al via il G20 a Buenos Aires: schierati 22mila soldati
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Argentina, al via il G20 a Buenos Aires
Esteri

Argentina, al via il G20 a Buenos Aires

Venerdì 30 novembre a Buenos Aires inizierà il G20, la riunione delle 20 economie più sviluppate del pianeta.

Da venerdì 30 novembre a sabato 1 dicembre Buenos Aires ospiterà la tredicesima riunione del G20, il forum durante il quale si confrontano i leader politici, i ministri delle finanze e governatori delle banche centrali delle venti economie più avanzate del pianeta. Vertice che per la prima volta dalla sua nascita verrà tenuto in un paese del sudamerica, e che sarà guidato dal presidente argentino Mauricio Macri.

I membri del G20

I paesi del G20 rappresentano l’85% del Pil prodotto a livello globale, e il 75% del commercio internazionale. Ne fanno parte Germania, Argentina, Arabia Saudita, Australia, Brasile, Canada, Cina, Corea del Sud, Stati Uniti, Francia, India, Indonesia, Italia, Giappone, Messico, Regno Unito, Russia, Sudafrica, Turchia e Ue. Ma non solo: è infatti possibile che il paese ospitante allarghi l’invito anche ai rappresentanti di altri paesi. E L’Argentina ha deciso di invitare anche Cile e Paesi Bassi. Presente anche la Spagna, che pur non figurando tra i membri ufficiali del club, è in possesso di un invito permanente.

Situazione simile a quella dell’Unine Africana, a cui spetta il compito di rappresentare tutto il continente assieme alla Nuova Associazione per lo Sviluppo dell’Africa e alla Associazione Nazionale del sudest asiatico.

I temi trattati

I temi principali che saranno discussi dall’assemblea sono sempre ovviamente strettamente collegati al mondo dell’economia e della finanza. In particolare quest’anno si parlerà di sviluppo del mercato del lavoro, di sviluppo sostenibile, di questioni di genere, di temi relativi alla salute e alla lotta al terrorismo internazionale.

Sono mesi che i collaboratori dei vari governi cercano di raggiungere un accordo su temi quali la lotta alla corruzione, l’istruzione, la sostenibilità ambientale e la transizione energetica dalle fossili alle rinnovabili.

Dopo due giorni di summit, i delegati nazionali partecipanti saranno quindi chiamati a firmare una dichiarazione conclusiva che impegni le varie nazioni al rispetto degli obiettivi prefissati durante il vertice.

Attesi colloqui bilaterali

Ma oltre ad essere un importante forum multilaterale, il G20 da anche l’opportunità di colloqui bilaterali tra i capi di stato, che potranno così confrontasi su questioni di attualità.

Molto atteso ad esempio l’incontro tra il presidente turco Erdogan e il Principe ereditario saudita Bin Salaman, che avranno un faccia a faccia per discutere del caso Khashoggi, il giornalista saudita ucciso e smembrato nell’ambasciata del regno in Turchia.

Pur avendo avviato una serie di riunioni preliminari, che nel corso della settimana hanno preparato i vari accordi, il vertice vero e proprio prenderà il via venerdì alle 10.30, ossia alle 14.30 ora italiana.

E mentre sappiamo che il neo-presidente Bolsonaro sarà l’unico assente, saranno invece presenti Trump e il presidente cinese Xi Jinping. I due si vedranno, e si spera che possano trovare una posizione di accordo che li porti a sospendere lo scontro dei dazi prima che questo arrivi a causare seri danni all’economia globale. Era inizialmente previsto anche un’incontro tra il presidente americano e Vladimir Putin, ma il recente precipitare della situazione al confine tra Ucraina e Russia rischia di far saltare il meeting.

Intanto Buenos Aires è blindata, e il governo argentino schiererà più di 22mila sodati, oltre a furgoni, camion con idranti e vari elicotteri, che serviranno ad assicurare la sicurezza di tutti capi di stato presenti nel paese.

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