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Nigeria, liberato l’imprenditore italiano rapito Sergio Favalli

L'imprenditore era stato rapito durante uno spostamento interno al paese. Immediato l'avvio delle indagini concluse con successo.

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Liberato l’imprenditore italiano Sergio Favalli, sequestrato il 30 marzo 2019 in Nigeria. L’imprenditore venne rapito durante uno spostamento in auto da Abuja a Kaduna, città dove risiedeva ormai da molti anni. La Procura di Roma, che ha aperto un fascicolo d’indagine per sequestro con finalità di terrorismo, ascolterà Favalli non appena farà rientro in Italia.

L’auto affiancata da uomini armati

L’imprenditore, originario di Moretta, comune del cuneese, era stato rapito mentre era in taxi. Stando a quanto finora ricostruito, alcuni uomini armati avevano affiancato la vettura nella quale era a bordo. Costringendo quindi l’autista a fermarsi, per poi rapire il passeggero. Era stata la moglie – una donna di origine nigeriana – a lanciare per prima l’allarme, immediatamente dopo aver avuto notizia del rapimento.

E sarebbe stata questa terza persona a mettersi in contatto con le autorità italiane.

L’intervento dell’Aise

Immediato l’avvio delle operazioni di salvataggio dell’Aise, che ha attivato una collaborazione con l’intelligence nigeriana, i cui risultati sono giunti solo 13 giorni dopo, con l’avvenuta liberazione di Favalli. Nelle indagini che hanno portato alla liberazione dell’ostaggio, la Procura di Roma aveva delegato i Carabinieri del Ros.

Un successo quindi l’operazione condotta dagli uomini dell’Agenzia informazioni e sicurezza esterna, che sotto il comando del Generale Luciano Carta sono riusciti nel difficile compito di individuare e indicare la posizione dell’imprenditore rapito. Un risultato che segue quello ottenuto in Siria con la recente liberazione di Sergio Zanotti – rapito nell’aprile 2016 – e l’arresto di Cesare Battisti. Un esito positivo anche in quel caso ottenuto anche grazie al fondamentale contributo fornito dall’Aise.

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