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Coronavirus, in Cina l’app dei contagi potrebbe diventare permanente

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In cina il governo sta pensando di rendere permanente l'app anti-coronavirus. Valuterà cartelle cliniche e stili di vita: c'è chi si oppone.

coronavirus Wuhan app

L’app per tracciare il coronavirus in Cina potrebbe diventare permanente per 10 milioni di persone. A sud ovest di Shangai il governo pensa di mantenere l’app per il tracciamento del contagio. Ad ogni cittadino viene assegnato un punteggio da 0 a 100 per la salute, prendendo in esame diversi fattori come cartelle cliniche elettroniche e le scelte di vita.

L’opinione pubblica si spacca.

Coronavirus, l’app dei contagi permanente in Cina

Nella città di Hangzhou, sede dell’e-commerce Alibaba e polo tecnologico, si sta pensando di rendere permanente l’app di tracking riguardante la mappatura di tutti i contagiati da coronavirus.

Per tutta la provincia cinese di Zhejiang, a sud oves di Shanghai, l’app continuerebbe a tracciare lo stato di salute dei cittadini prendendo in esame diversi fattori.

Come funziona l’app

La Cina sta pensando di mantenere per sempre l’app anti contagio. Il governo non esclude la possibilità di tracciare per sempre la salute dei suoi cittadini ed i contagiati di covid-19.

Questa è una delle ultime novità che arriva dall’Asia per prevenire il proliferarsi della malattia sul territorio proprio quando la malattia si sta trasformando e sul territorio sono stati individuati altri piccoli focolai. Il meccanismo con cui funziona l’applicazione è molto semplice: attraverso un codice QR si visualizza lo stato di salute di una persona, eventuali spostamenti e regole a cui attenersi. Proprio grazie all’app vengono monitorati anche i viaggi nelle metropolitane.

Senza l’applicazione non si può viaggiare in metro, in ufficio o entrare in centri commerciali. L’obbiettivo dell’amministrazione è quello di potenziare l’applicazione e contenere il numero degli ammalati.

Il direttore della commissione per la salute cittadini, Sun Yongrong ha detto che si sta lavorando per un’estensione del programma che potrebbe in futuro prevedere indicatori sanitari innovativi capaci di stilare una classifica della salute degli utenti. Ad ognuno verrebbe assegnato un punteggio da 0 a 100 prendendo in esame i fattori delle cartelle cliniche con risultati di esami fisici e scelte di vita (ad esempio bere, fumare fare sport).

Tutte le “cattive abitudini” provocherebbero un abbassamento del punteggio, ad esempio bere un bicchiere di vino comporterebbe un abbassamento di punteggio fino a 1,5 punti. Tutte le novità potrebbero essere integrate già alla fine del mese.

C’è chi è contrario

L’idea di rendere permanente l’app non piace a tutti. Al centro del dibattito di molti privacy e trasparenza. “Sorvegliare e discriminare le persone non sane non viola spudoratamente la privacy?”, ha scritto lo scrittore Wang Xin in un post su Weibo, dove conta 2,5 milioni di follower. A lui si è accodato anche l’avvocato Lawrence Li: “Nella lotta a Covid-19 le persone hanno partecipato volentieri e scaricato le varie app, ma un’altra storia è se il governo vuole renderle permanenti”.

Intanto, Alipay, piattaforma che gestisce l’app per il tracciamento del coronavirus, dichiara di non saperne niente. Non è stata “contattata da nessuno per questo progetto”. Inoltre, ha tenuta a specificare che la privacy è “un requisito rigoroso per tutti i fornitori di servizi di terze parti sulla nostra piattaforma”.

Vive a Castellammare di Stabia in provincia di Napoli. Ha una laurea in arti visive, musica e spettacolo, un master in giornalismo e comunicazione ed uno in organizzazione e promozione di Festival ed eventi musicali. Ha studiato canto e pianoforte, incidendo un album e partecipando a premi nazionali come il Premio Mia Martini. Appassionata di spettacolo, televisione e musica italiana, da anni segue il Festival di Sanremo nonché manifestazioni sul territorio concernenti le arti visive.


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Annalibera Di Martino

Vive a Castellammare di Stabia in provincia di Napoli. Ha una laurea in arti visive, musica e spettacolo, un master in giornalismo e comunicazione ed uno in organizzazione e promozione di Festival ed eventi musicali. Ha studiato canto e pianoforte, incidendo un album e partecipando a premi nazionali come il Premio Mia Martini. Appassionata di spettacolo, televisione e musica italiana, da anni segue il Festival di Sanremo nonché manifestazioni sul territorio concernenti le arti visive.

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