> > Forza Italia tra la difesa di Tajani e la sfida di Occhiuto

Forza Italia tra la difesa di Tajani e la sfida di Occhiuto

Forza Italia tra la difesa di Tajani e la sfida di Occhiuto

Tajani proclama Forza Italia l’unico centro, Occhiuto risponde con un libro e una sfida al passato del partito.

In seguito al discorso di Matteo Renzi alla Leopolda, il segretario nazionale di Forza Italia Antonio Tajani ha ribadito al microfono che il partito rappresenta l’unico centro della politica italiana, definendosi la “casa dei moderati” e il pilastro del centro-destra fondato da Silvio Berlusconi.

Tajani ha sottolineato che, se chi crede ancora nella tradizione socialdemocratica di sinistra non la trova più, allora la sua casa politica deve spostarsi verso la libertà, il garantismo, l’Europa e l’Occidente, tutti valori che, a suo avviso, trovano dimora in Forza Italia.

Con un richiamo al cantautore Battiato, ha affermato: “siamo noi il centro di gravità permanente della politica italiana”.

Occhiuto lancia “Il coraggio di governare” e accusa Forza Italia di “ingiallire”

Il governatore della Calabria, Roberto Occhiuto, ha approfittato dello stesso palcoscenico per presentare il suo nuovo volume, Il coraggio di governare pubblicato nello stesso giorno in cui Silvio Berlusconi avrebbe compiuto novanta anni.

L’evento, organizzato nei grandi studi di Mediaset al Palatino e proseguito nella sede della Feltrinelli a Roma, è stato trasmesso in diretta e ha riunito una schiera di volti noti del partito.

Nel suo intervento Occhiuto ha dichiarato che Forza Italia è “ingiallito” e che è necessario un cambiamento interno, anche se “non è l’anti-Tajani”. Ha puntato il dito contro una comunicazione che, a suo avviso, risulta “un po’ moscia” e ha proposto misure concrete, come una “no tax area” per i giovani sotto i 35 anni, oltre a un taglio più deciso dell’Irpef.

Un libro che difende i diritti civili e denuncia il clima politico

Nel volume, Occhiuto celebra la legge Cirinnà come “una conquista di civiltà” e ricorda il referendum sulla giustizia come un “spartiacque pericoloso” per il governo. Parallelamente, critica la “partito delle tessere”, definendolo un fantasma che il Cav (Tajani) aveva voluto evitare ma che ora è realtà all’interno di Forza Italia. Il libro vuole essere una guida per una “rivoluzione liberale” all’interno del centro-destra.

I protagonisti dell’incontro a Roma

Il pubblico, composto da oltre venti parlamentari e da personalità di spicco, ha assistito a una serie di applausi rivolti a figure chiave: Fabio Roscioli, tesoriere del partito e vicino a Marina Berlusconi, è stato il primo a ricevere consensi. Seguirono i ministri Paolo Zangrillo ed Elisabetta Casellati, oltre a rappresentanti della corrente liberal come Deborah Bergamini, Giorgio Mulè e Alessandro Cattaneo.

Tra gli ospiti di rilievo si sono distinti Luigi Bisignani, Luigi Marattin (ex renziano alla guida del partito Liberaldemocratico) e Mara Carfagna, ora in Noi Moderati. La presenza di Luca Palamara, ex magistrato in cerca di una nuova collocazione politica, ha sottolineato la varietà di profili presenti. Francesco Paolo Sisto, viceministro alla Giustizia, e Matilde Siracusano, compagna di Occhiuto e sottosegretaria ai Rapporti col Parlamento, hanno completato la lista.

Non è mancata la figura di Francesca Pascale, ex fidanzata di Silvio Berlusconi, che ha applaudito dal terzo posto. Marina Berlusconi, pur non intervenendo sul palco, ha mostrato attenzione alle discussioni, suggerendo che la discussione sul futuro del partito si proseguirà dopo le prossime elezioni.

Le tensioni interne e il futuro di Forza Italia

Nonostante le critiche dell’Occhiuto Tajani ha mantenuto salda la sua leadership, respingendo ogni dubbio sulla sua permanenza al comando del partito. Alcuni interlocutori hanno osservato una certa freddezza nelle reazioni di chi è più vicino a Tajani, ma la frase chiave è rimasta: “La partita per la leadership di Forza Italia oggi non è in discussione”.

La strategia di Tajani prevede di consolidare la struttura esistente, affidando ai propri fedelissimi ruoli chiave nelle regioni, dalla Campania alla Lombardia. Anche se la famiglia Berlusconi ha espresso cautela sul futuro dei congressi regionali, il segretario ha già ordinato nuove assemblee, dimostrando che la sua visione di un partito stabile e centralizzato resta intatta.

Resta da vedere se le proposte di riforma di Occhiuto potranno trovare spazio nel prossimo congresso o se la vecchia guardia continuerà a guidare il partito verso le prossime elezioni.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app