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Grazia al gioielliere Gianni, perchè Mattarella non l’ha concessa a Roggero?

Grazia al gioielliere Gianni, perchè Mattarella non l’ha concessa a Roggero?

Mattarella concede la grazia parziale a Guido Gianni, il gioielliere condannato per il duplice omicidio durante una rapina a Nicolosi.

La decisione del Quirinale riporta al centro una vicenda giudiziaria iniziata nel 2008. Il 7 ottobre 2026 il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha concesso la grazia parziale a Guido Gianni, gioielliere di Nicolosi condannato a 12 anni e quattro mesi per duplice omicidio e tentato omicidio. Il provvedimento estingue tre anni e due mesi della pena, dopo i cinque anni e tre mesi già scontati.

La grazia a Guido Gianni, la moglie: «Oggi piango di gioia»

La notizia è arrivata dal Quirinale insieme ad altri due provvedimenti di clemenza. Per Gianni, nato nel 1960, la grazia è parziale e non cancella la condanna. Riduce invece il periodo ancora da scontare, portandolo sotto i quattro anni. Una soglia che permette al Tribunale di sorveglianza di valutare l’eventuale affidamento in prova ai servizi sociali.

Nella decisione, Mattarella ha tenuto conto del parere favorevole del magistrato di sorveglianza e dei cinque anni e tre mesi già espiati. Il gioielliere si trova attualmente ai domiciliari per un differimento della pena legato alle sue condizioni di salute.

La reazione più immediata è stata quella della moglie, Maria Angela Distefano. Parlando con ANSA ha ringraziato il presidente della Repubblica e definito il marito il suo «eroe».

Ha raccontato di aver pianto fino al giorno prima per il dolore e, dopo la decisione del Quirinale, per la gioia. «Spero di poterlo vedere tornare presto libero», ha detto.

La donna ha ricordato anche la petizione lanciata nel 2022 per chiedere la grazia. Sul resto della vicenda giudiziaria, però, ha preferito non entrare nel merito. «Mi interessa vedere mio marito libero», ha spiegato all’ANSA. Adesso, ha aggiunto, bisognerà attendere con l’avvocato i conteggi sugli anni ancora da scontare.

Grazia, gioielliere Gianni e il caso Roggero: perché i due casi non coincidono

La storia di Guido Gianni torna così a essere accostata a quella di Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour condannato a 14 anni e nove mesi per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo. Il paragone è inevitabile, ma le vicende non sono uguali. E anche la posizione davanti al Quirinale è diversa.

Nel caso di Gianni, la rapina risale al 18 febbraio 2008. Tre uomini entrarono nella gioielleria di Nicolosi e aggredirono la moglie, puntandole contro una pistola che poi si sarebbe rivelata giocattolo. Gianni sparò prima due colpi in aria. Poi fece nuovamente fuoco. Due rapinatori morirono, un terzo rimase ferito.

Durante l’inchiesta Gianni spiegò di aver sparato per difendere la moglie e la propria famiglia e di non aver voluto uccidere. Per i giudici, però, i colpi mortali erano partiti quando i rapinatori stavano fuggendo. La legittima difesa non fu quindi riconosciuta e la condanna divenne definitiva.

È qui che il confronto con Roggero si ferma. Anche nel suo caso si discute della reazione a una rapina, ma il percorso giudiziario e le condizioni personali sono differenti. La grazia concessa a Gianni non modifica la sentenza: interviene sulla pena ancora da eseguire. E, almeno per ora, è questo il punto decisivo della vicenda.

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