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Il nuovo piano vaccini nel Lazio: dosi Pfizer ad under 60, vigili urbani e forze dell’ordine

Il Lazio studia un nuovo piano vaccini per confarsi a quanto affermato dall'ultima relazione di Ema e del Cts in merito al siero AstraZeneca.

nuovo piano vaccini Lazio

Il responso dell’Ema di ieri pomeriggio, 7 aprile, in merito all’ennesimo controllo di sicurezza sul vaccino AstraZeneca ha evidenziato una rarissima possibilità che il siero possa essere causa di trombosi nei soggetti al di sotto dei 55 anni, con maggiore incidenza nel sesso femminile.

L’organo europeo con competenza sui farmaci non ha però deciso di sospendere la somministrazione del siero anglo svedese, in quanto i suoi benefeci supererebbero i rischi e le percentuali sarebbero al momento irrisorie. La decisione di escludere o meno determinate fasce d’età dal ricevere questo vaccino spetterà ai singoli Stati con l’Italia che si avvia versa la scelta di sommistrare AstraZeneca solo ai soggetti under 60. È in questo contensto che il Lazio, una delle Regioni che meglio sta facendo in termini di numeri, ha redatto il nuovo piano vaccini che predeve dosi del preparato di Pfizer ai vigili urbani, agli agenti delle forze dell’ordine e ai professori under 60 che ancora non hanno ricevuto la prima dose.

Per chi è in attesa della seconda dose di AstraZeneca si procederà invece con il siero anglo svedese. 

Nuovo piano vaccini nel Lazio

“Dopo le indicazioni dell’Ema – ha detto Giorgio Casati, il direttore generale dell’Asl Roma 2 –   aspettiamo le decisioni dell’Aifa e della Regione, ma se come pare l’uso preferenziale di AstraZeneca riguarderà chi ha più di 60 anni, in questa fase gli unici a cambiare sarebbero gli insegnanti e gli uomini delle forze dell’ordine”.

Si ricorda a tal proposito che nel Lazio si è arrivati alla prenotazione dei vaccini per le persone che hanno 65 e 64 anni.

“Ho chiesto un’analisi sul fabbisogno di AstraZeneca per i prossimi mesi – ha aggiunto Casati – l’obiettivo è mettere in sicurezza i richiami, che vanno sempre fatti con lo stesso farmaco. Per le prime dosi, invece, se necessario si potrebbe arrivare a uno shift, un cambio del tipo di vaccino in base alle forniture”.

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