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Un’isola di plastica per accogliere i migranti

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L'isola sarebbe autosufficiente e in continua espansione. Il progetto è stato presentato al concorso LA+IMAGINATION.

Il progetto presentato da Noel Schardt e Bjoern Muendner dello Studio Freischaerler Architects è innovativo. I due architetti hanno partecipato al concorso LA+IMAGINATION, una competizione con l’obiettivo di ideare progetti per isole paradisiache, utopistiche o distopiche. Schardt e Muendner hanno pensato a un’isola realizzata interamente con plastica riciclata, prelevata dagli oceani.

La nuova “terra”, chiamata United Plastic Nation, potrebbe essere utilizzata per accogliere tutti i migranti del pianeta.

L’isola di plastica

Secondo il progetto, un drone dovrebbe recuperare gli scarti di plastica. Il materiale riciclato verrebbe poi rimodellato da una stampante 3D. La superficie dell’isola sarebbe in continua espansione, a seconda delle esigenze, man mano che viene raccolta sempre più plastica dai mari.

L’isola sarebbe completamente autosufficiente. I suoi abitanti coltiverebbero il cibo necessario alla sopravvivenza in particolari serre idroponiche verticali.

Un sistema chiuso riciclerebbe l’acqua per evitare sprechi. Come fonte di energia si utilizzerebbero le maree e le correnti oceaniche. Su questa enorme città galleggiante potrebbero trovare posto tutti i profughi della Terra.

I problemi risolti dall'isola

Nauru, l’isola dei migranti

Un’isola riservata ai richiedenti asilo esiste già e si trova in Oceania.

A Nauru, e in altre piccole isole al largo della Papua Nuova Guinea, l’Australia relega i migranti che chiedono di entrare nel Paese. Il governo di Tony Abbott si assicura così di mantenerli lontani dai confini nazionali. Spesso i profughi restano per quasi due anni in attesa di una risposta. Non è infrequente che, al termine delle pratiche, vengano ricollocati proprio sulla stessa isola su cui sono stati accolti, nonostante il desiderio di spostarsi altrove.

Amnesty International ha condannato la pratica: “Il centro a Nauru dovrebbe essere chiuso e tutti i richiedenti asilo dovrebbero essere rispediti in Australia. Amnesty non vede alcuno scopo nella detenzione dei richiedenti asilo a Nauru, oltre a quello di penalizzarli per aver cercato asilo”.

Nata in provincia di Monza e Brianza, classe 1994, è laureata magistrale in "Lettere moderne" presso l’Università degli Studi di Milano. Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per la rivista Viaggiare con gusto.


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Lisa Pendezza

Nata in provincia di Monza e Brianza, classe 1994, è laureata magistrale in "Lettere moderne" presso l’Università degli Studi di Milano. Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per la rivista Viaggiare con gusto.

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