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Lavapiatti violentata e ricattata: “Se lo rifai ti assumiamo a tempo indeterminato”

Lavapiatti violentata e ricattata, condanna confermata come anche il risarcimento del danno fissato a 45mila euro: “Se lo rifai ti assumiamo"

Donna violentata dal suo datore di lavoro

Arriva dalla Val Seriana, in provincia di Bergamo, l’epilogo giudiziario della terribile vicenda di una lavapiatti violentata e ricattata con frasi come: “Se lo rifai ti assumiamo a tempo indeterminato”. Per quel reato  sono stati inflitti al datore di lavoro e confermati dalla Cassazione sei anni e mezzo di carcere.

Il tono delle parole del 47enne condannato all’epoca dei fatti è emerso in aula: “Non raccontare niente, rifacciamolo e ti assumo a tempo indeterminato”. 

Lavapiatti violentata e ricattata: “Ti assumiamo”

La vittima all’epoca doveva lavorare, aveva i figli a carico e faceva la lavapiatti in un agriturismo con ristorante e produzione agricola. Nelle circostanze diventate appannaggio di indagine e processi il proprietario della struttura l’aveva sorpresa alle spalle mentre si cambiava nello spogliatoio e violentata con tanta di quella brutalità da costringerla ad un ricovero in ospedale con due mesi di prognosi.

Poi l’uomo aveva iniziato a ricattare la donna che non aveva un contratto: il suo silenzio su quella ed altre violenze in cambio di una assunzione. 

La denuncia, i processi e la condanna

Ma la vittima aveva raccontato il suo calvario ad assistenti sociali e personale medico ed aveva denunciato il suo aguzzino. Il processo di primo grado si era concluso con una condanna senza la concessione delle attenuanti generiche e proprio in questi giorni la “Suprema” ha confermato i dispositivi emessi nei precedenti gradi di giudizio, confermando anche il risarcimento del danno fissato a 45mila euro

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