La comunicazione del governo italiano sui rimpatri dei migranti finisce sotto la lente della stampa francese. Le Monde ha criticato la scelta dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni di diffondere sui social immagini relative alle operazioni di espulsione, interpretandole come il segnale di un approccio sempre più duro sul tema dell’immigrazione.
Ma, dietro questa polemica, emerge un precedente che porta direttamente in Francia e al governo di Emmanuel Macron. La strategia di utilizzare i rimpatri come strumento di comunicazione politica, infatti, non sarebbe una novità introdotta dall’Italia. Già nel 2023 l’allora ministro dell’Interno francese Gérald Darmanin aveva scelto di raccontare con grande frequenza sui social le espulsioni effettuate dalle autorità.
Le Monde critica Meloni: la strategia di Darmanin sui social
Il precedente francese risale all’autunno del 2023, quando Darmanin iniziò a pubblicare su X informazioni dettagliate sugli stranieri espulsi dalla Francia. Nei suoi post venivano indicati, tra gli altri elementi, l’età, i precedenti e le motivazioni alla base dei rimpatri. In meno di tre settimane il ministro comunicò quasi duecento espulsioni, trasformando così i dati sulle operazioni in una forma di comunicazione diretta con l’opinione pubblica.
La scelta aveva una motivazione precisa. Darmanin sosteneva, infatti, che fornire soltanto i numeri complessivi degli stranieri espulsi non fosse sufficiente a convincere i cittadini dell’effettiva attività dello Stato. Raccontare i singoli casi avrebbe permesso, secondo questa impostazione, di rendere più concreto il messaggio e dimostrare che le espulsioni venivano realmente eseguite.
Le immagini del governo Meloni e le critiche di Le Monde
Il confronto con l’Italia nasce dalla decisione del governo Meloni di utilizzare anche video delle operazioni di rimpatrio. Le immagini diffuse dal Viminale mostrano persone sottoposte alle procedure di espulsione e accompagnate verso gli aerei. Le Monde ha criticato questa modalità di comunicazione, sostenendo che contenuti di questo tipo possano alimentare gli account e gli ambienti politici più radicali. Meloni, al contrario, ha rilanciato uno dei filmati, collegandolo alla linea del governo su sicurezza, controllo dei confini ed espulsioni. La differenza tra i due approcci riguarda soprattutto la forma: in Francia la comunicazione di Darmanin puntava prevalentemente su numeri e profili individuali, mentre quella italiana fa un uso più evidente delle immagini.
Il principio alla base, tuttavia, appare simile: trasformare le operazioni di rimpatrio in un messaggio politico rivolto direttamente ai cittadini, con l’obiettivo di dimostrare che le decisioni annunciate dal governo vengono concretamente applicate. Ed è proprio questo il punto che rende il confronto con la Francia particolarmente significativo: la strategia oggi contestata a Roma aveva già trovato spazio, pochi anni fa, nella comunicazione del governo Macron.
