La premier Giorgia Meloni ribadisce la linea del governo sui migranti, tra espulsioni, rimpatri e difesa dei confini, e annuncia nuove iniziative sul fronte della sicurezza.
Energia, banche e conti pubblici: le altre priorità di Giorgia Meloni
Nell’intervista a MF-Milano Finanza, la presidente del Consiglio ha affrontato anche il tema dell’energia, dopo la flessibilità di bilancio ottenuta dall’Unione europea.
L’esecutivo, ha spiegato, intende sfruttare le risorse aggiuntive per «mitigare l’impatto dell’aumento dei prezzi» su famiglie e imprese. Saranno inoltre valutate misure per favorire la produzione e l’acquisto di tecnologie realizzate in Italia e in Europa, con l’obiettivo di sostenere il sistema produttivo e aumentare la competitività.
Sul settore bancario, Meloni ha precisato che il governo «non siamo parte attiva nelle attuali dinamiche di mercato che interessano il settore bancario».
Riferendosi a Monte dei Paschi di Siena, ha ricordato il risanamento dell’istituto, auspicando che le operazioni in corso portino a «un sistema ancor più solido e concorrenziale» e che Mps non venga «smembrata, perdendo il proprio nome e la propria identità». Quanto alla scalata di Unicredit su Commerzbank, la premier ha definito l’operazione una questione di mercato nella quale l’esecutivo italiano non ha avuto un ruolo, augurandosi però che Unicredit mantenga «solidi radici italiane» e un rapporto collaborativo con le autorità tedesche.
Ampio spazio anche ai conti pubblici. Meloni ha rivendicato il ritorno dell’Italia in avanzo primario già nel 2024, indicando inoltre la riduzione del rapporto deficit/Pil dall’8,1% registrato all’insediamento del governo al 3,1% attuale. Un risultato che, secondo la premier, è stato raggiunto «in meno di quattro anni» senza ridurre le principali voci di spesa, tra cui sanità, welfare e contratti pubblici. L’uscita dalla procedura d’infrazione viene considerata un obiettivo raggiungibile, anche se Meloni ha attribuito parte delle difficoltà al peso del Superbonus.
Guardando all’economia, la presidente del Consiglio ha sottolineato la crescita dell’Italia nei primi due trimestri del 2026, con un incremento dell’1% rispetto allo stesso periodo del 2025 e una crescita acquisita dello 0,8%. Il Pil pro capite, ha aggiunto, sarebbe aumentato di quasi 4.500 euro rispetto al 2022. Rimane tuttavia il problema della produttività: «Certamente l’economia italiana sconta un annoso problema di bassa produttività del lavoro», ha riconosciuto Meloni, indicando tra le cause la prevalenza di micro e piccole imprese e gli investimenti ancora insufficienti in innovazione, ricerca e capitale umano.
Infine, la premier ha confermato la volontà di accelerare sul nucleare di nuova generazione, definendolo potenzialmente decisivo per la sicurezza energetica e per ridurre i costi nel medio-lungo periodo. «Siamo determinati ad andare avanti, con grande velocità e concretezza», ha affermato, ricordando che la legge delega è già stata approvata in prima lettura alla Camera e che il governo sta lavorando ai decreti attuativi.
Espulsioni e rimpatri, Meloni conferma la linea sui migranti: “Difesa dei confini e sicurezza”
Proseguono in Italia le operazioni di espulsione e rimpatrio dei cittadini stranieri irregolari. A rilanciare l’operazione è la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che sui social ha pubblicato un video nel quale alcuni dei 17 cittadini egiziani con precedenti vengono accompagnati dalla polizia a bordo di un volo charter diretto al Cairo. «Continuano le operazioni di espulsione per gli immigrati irregolari sul suolo italiano. Difesa dei confini, sicurezza, rispetto delle regole: proseguiremo dritti su questa strada», ha scritto la premier.
Nel corso di un’intervista a MF-Milano Finanza, Meloni ha ribadito la necessità di mantenere alta l’attenzione sul fronte migratorio, sostenendo che «la stragrande maggioranza delle Nazioni europee condivide la posizione che l’Italia ha espresso» in questi giorni. Secondo la premier, l’Europa dovrebbe concentrarsi sulla protezione delle frontiere esterne, sulla sicurezza e sulla tutela della libera circolazione prevista da Schengen. L’attenzione è aumentata anche dopo la crisi migratoria di Ceuta, dove tra il 30 e il 31 luglio circa 60-70mila persone sarebbero entrate improvvisamente nell’exclave spagnola, attraversando i confini terrestri e marittimi con il Marocco.
La situazione ha contribuito allo scontro diplomatico tra Italia e Spagna, seguito alla decisione italiana di reintrodurre temporaneamente i controlli alle frontiere aeree e marittime con la Spagna.
Meloni ha inoltre indicato tra le possibili direttrici future il Regolamento rimpatri e gli hub nei Paesi terzi, insieme ad altre soluzioni da sviluppare fuori dai confini europei. «Il governo italiano continuerà a lavorare affinché i risultati raggiunti finora si possano consolidare e si possa fare di più e meglio», ha dichiarato, sottolineando che la nuova ondata migratoria prevista dalle autorità spagnole per il 15 agosto impone «la massima attenzione».
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