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Le risoluzioni e le priorità di Meloni in vista del Consiglio UE

Le risoluzioni e le priorità di Meloni in vista del Consiglio UE

Meloni al Senato traccia la rotta per il Consiglio UE: energia, difesa, Ucraina e il dubbio sull’accordo gas russo di Trump.

Nel pomeriggio precedente il Consiglio europeo del 15-16 ottobre, la presidente del Consiglio giorgia meloni è salita in Senato per illustrare le linee guida del governo. L’intervento, durato circa 45 minuti si è svolto in un clima acceso, scandito da applausi ripetuti da parte dei parlamentari di maggioranza.

Dettagli dell’intervento e assenze di rilievo

Durante il discorso la premier ha toccato temi delicati: la posizione della Russia, la necessità di preservare i fondi per la difesa senza prelevare risorse alla sanità o alla scuola, e un richiamo alla crisi di Ceuta come esempio di vulnerabilità dei confini. Tra i presenti, i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani non hanno partecipato, così come il ministro della Difesa Guido Crosetto.

Solo in seguito si è aggiunta la responsabile delle riforme istituzionali, Elisabetta Casellati.

Le due risoluzioni approvate dal Senato

Il voto ha visto la conferma di due proposte della maggioranza. La prima, che affronta l’intero programma del Consiglio UE, ha ottenuto 104 voti a favore61 contrari e 4 astensioni. La seconda, dedicata all’Ucraina, ha registrato 108 sì1 no e 2 astensioni.

Le forze opposte hanno scelto di astenersi, contestando il metodo della “doppia mozione” e chiedendo l’assorbimento della risoluzione ucraina nella prima.

Energia, competitività e risposta coordinata

Meloni ha definito il costo dell’energia la più pesante minaccia per l’economia nazionale e per la competitività delle imprese italiane. Ha sottolineato che nessuno può gestire da solo tale sfida, chiedendo una risposta rapida e condivisa a livello europeo. Secondo la premier, le regole comunitarie non devono aggravare la crisi, ma piuttosto favorire la competitività evitando imposizioni nate in contesti diversi da quello europeo.

Il sostegno a Kiev e l’avvertimento su Trump-Putin

Nel consistere del tema ucraino, la premier ha ribadito il sostegno incondizionato a Kiev evidenziando la necessità di una pace giusta che tuteli sia la sovranità ucraina sia gli interessi europei. Ha inoltre criticato l’accordo annunciato dal presidente statunitense Donald Trump per la fornitura di gasolio russo, definendolo “rischioso” perché legittimerebbe Mosca e indebolirebbe le sanzioni occidentali. Meloni ha chiesto all’UE di non lasciarsi decidere dal singolo “E3” (Francia, Germania, Regno Unito) ma di operare con un mandato comune, eventualmente mediante la nomina di un “inviato speciale” per la pace in Ucraina.

Bilancio della difesa e tutela del welfare

Il governo ha confermato di non sottrarre risorse al settore sanitario e scolastico per finanziare la difesa, ribadendo che i fondi destinati alla sicurezza non sono “prelevati” dal welfare. La premier ha definito la narrativa dei “guerrafondai” come infondata, precisando che senza un adeguato investimento nella difesa l’Italia non potrebbe garantire la propria sicurezza. In aggiunta, ha espresso cautela verso il bilancio UE, dichiarando che l’Italia firmerà l’accordo solo se considerato “giusto” per gli interessi nazionali, senza aumentare le tasse né comprimere le politiche di coesione.

Replica alle critiche dell’opposizione

Durante la replica, Meloni ha contestato le accuse dell’opposizione riguardo alla gestione dell’ex Ilva chiedendo perché le soluzioni non fossero state proposte quando erano al potere. Ha inoltre risposto al senatore del PD Alessandro Alfieri, precisando che il trasferimento di truppe italiane dall’Iraq all’Arabia Saudita è stato effettuato in linea con la risoluzione parlamentare del 5 marzo sul sostegno ai paesi del Golfo colpiti dall’Iran.

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