Leonardo Maria Del Vecchio chiude la sua esperienza operativa in EssilorLuxottica e si prepara a concentrarsi su nuovi progetti imprenditoriali. Il figlio del fondatore di Luxottica ha comunicato con una lettera al presidente e amministratore delegato Francesco Milleri e al consiglio di amministrazione la decisione di lasciare la presidenza di Ray-Ban e l’incarico di Chief Strategy Officer del gruppo.
Le dimissioni diventeranno effettive dal 31 agosto.
Leonardo Maria Del Vecchio lascia EssilorLuxottica: cosa c’è dietro le dimissioni
Nella lettera, anticipata parzialmente da Milano Finanza, Leonardo Maria Del Vecchio traccia un bilancio della sua esperienza e non nasconde alcune perplessità sull’attuale gestione. A suo giudizio, la società sarebbe diventata più «distante» e «impersonale», perdendo parte di quel legame con i dipendenti che caratterizzava Luxottica vent’anni fa.
«L’entusiasmo non è quello di prima, il senso di appartenenza non è quello di prima, la distanza si sente», scrive, aggiungendo che «Le persone lo sanno prima dei mercati». Un passaggio che richiama la necessità di riportare le persone al centro dell’azienda. Del Vecchio rivendica inoltre i risultati raggiunti durante la presidenza di Ray-Ban: «Non lascio dopo una sconfitta, ma dopo aver fatto il mio lavoro», sottolineando di aver superato gli obiettivi previsti per il triennio.
I nuovi progetti di Leonardo Maria Del Vecchio e il peso nella holding Delfin
La notizia dell’uscita, anticipata lunedì 24 agosto da Milano Finanza, è stata confermata in queste ore da un portavoce di EssilorLuxottica. «Ringraziamo Leonardo Maria per aver contribuito alla crescita del gruppo e alla realizzazione della visione strategica voluta dal padre. Gli auguriamo uguale successo nella sua nuova avventura», ha dichiarato la società.
Leonardo Maria Del Vecchio resta intanto azionista al 12,5% di Delfin, la holding di famiglia che possiede circa il 32,4% di EssilorLuxottica, oltre il 17% di Monte dei Paschi di Siena, circa il 10% di Generali, il 2,7% di UniCredit e il controllo di fatto del gruppo immobiliare Covivio. Sullo sfondo rimane inoltre la questione dell’eredità di Leonardo Del Vecchio: gli otto eredi del fondatore, morto oltre quattro anni fa, non hanno ancora raggiunto un accordo sull’esecuzione del testamento.
