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Livorno: un ritiro pieno di buone notizie

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Livorno

Si respira aria nuova nel ritiro del Livorno, che si concluderà domenica pomeriggio con l’amichevole contro la Novese.

Eppure l’allenatore è sempre lo stesso e la squadra finora non è cambiata tanto. Sarà allora “merito” della delusione dell’anno scorso, e dell’estate all’insegna dell’austerity annunciata dal presidente Spinelli: un duplice motivo per tenere la guardia bassa e lavorare duramente. Chiamiamola insomma una partenza a fari spenti, senza proclami: i migliori risultati d’altronde sono quelli che arrivano inattesi ed un allenatore esperto come Novellino lo sa bene. Come sa bene pure che uno dei segreti per vincere in B (perché questo in fondo rimane l’obiettivo anche se non dichiarato, magari passando per i playoff) è la duttilità: anche dal punto di vista tattico.

E se lo dice lui che è passato per anni come l’integralista del 4-4-2 c’è da fidarsi.

La squadra è stata la prima a mettersi al lavoro ed anche questo non è un dettaglio secondario, piuttosto un segnale forte della voglia di riscatto dopo un finale di stagione carico più che di amarezza di rimpianti. Lo staff tecnico amaranto è sintonizzato sulle note positive che vengono dal ritiro, a cominciare proprio dalla velocità di assimilazione del nuovo modulo, il 4-2-3-1.

Sulle differenze tra questo schieramento ed il più classico dei moduli si potrebbero scrivere trattati di tattica ma una balza all’occhio anche dei più sprovvisti di conoscenze nel settore: nel 4-2-3-1 i mediani devono essere più portati all’interdizione che alla costruzione, proprio per proteggere la difesa e bilanciare la maggior propensione offensiva degli esterni d’attacco, chiamati ad un minor lavoro di ripiegamento a sua volta compensato dall’inferiore spinta dei terzini: ma ogni verità è relativa nel mondo della tattica dal momento che l’ultimo acquisto in casa amaranto è Gael Genevier, classico regista e certo meno abile anche per una diversa stazza fisica dell’ex Iori in fase di rottura del gioco avversario.

Insomma qualche diversità c’è ma i giocatori del Livorno sembrano già ad un buon livello di apprendimento, facilitati in questo senso dall’aver già adottato questo schieramento nella scorsa stagione. Consolidati i meccanismi difensivi in un reparto rimasto al momento immutato, ancora da oliare sono le intese dalla cintola in su: il progetto infatti è ambizioso, quello di schierare Luci e Barone a metà campo alle spalle di quattro giocatori spiccatamente offensivi. Due i ruoli al momento scoperti: il portiere (De Lucia è in lista cessioni) ed il trequartista centrale. Ma le buone notizie abbondano e coinvolgono due dei volti nuovi: su tutti Simone Barone, che pur essendo in prova sta stupendo tutti per rendimento e spirito di dedizione. La firma sul contratto è ormai certa ed arriverà nelle prossime: se l’anno di inattività non si farà troppo sentire si tratterà di un acquisto di prim’ordine.

Ma ottime sono anche le risposte in arrivo da Simone Dell’Agnello, un altro dalle motivazioni fortissime: perché livornese doc e perché debuttare nel calcio che conta con la maglia della propria squadra del cuore è un’occasione da non perdere. Così l’attaccante di scuola interista è stato uno dei più brillanti nella prima amichevole della stagione, disputata contro il Savona (3-0 il finale, nella foto Dell’Agnello in gol) in cui ha brillato pure Paulinho, comunque destinato alla cessione: un test vero, con tanto di primo tempo sofferto. Ed i biancoazzurri di Ninni Corda, che sognano il ripescaggio in Prima, hanno rappresentato un interessante banco di prova. Ancora da definire la seconda parte del ritiro che comincerà nell’ultima settimana di luglio.

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