Sono ancora in corso le operazioni per ritrovare Luigi Cavallari, il marito della ministra Roccella disperso nelle acque del lago di Vico dopo un tuffo avvenuto nel pomeriggio di sabato. Soccorritori e tecnici stanno lavorando senza interruzioni in un ambiente particolarmente difficile, caratterizzato da scarsa visibilità e fondali profondi.
La ricostruzione della tragedia e il profilo di Luigi Cavallari
Secondo la ricostruzione finora disponibile, Cavallari si trovava a bordo di una piccola barca insieme alla moglie nella zona di Fiorò, nel territorio di Ronciglione. Nel pomeriggio avrebbe deciso di entrare in acqua per fare un bagno. Dopo essere riemerso per pochi istanti avrebbe manifestato un malessere improvviso pronunciando: «Non mi sento bene».
Poco dopo è scomparso sotto la superficie senza riuscire a raggiungere nuovamente l’imbarcazione, che nel frattempo si sarebbe spostata leggermente a causa delle correnti. La ministra Roccella avrebbe immediatamente lanciato l’allarme intorno alle 17:30. Dalla giornata della scomparsa sono trapelate poche parole della ministra, che avrebbe commentato la vicenda dicendo: «Non ho potuto far nulla».
Cavallari, anche se le circostanze fanno ritenere probabile un esito tragico, resta formalmente classificato come persona dispersa fino al ritrovamento. Nel corso della sua carriera è stato professore di Tecnologie dell’ambiente all’Università “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara, dove ha ricoperto anche il ruolo di direttore del dipartimento di Tecnologie dell’ambiente nei primi anni Duemila e, successivamente, quello di presidente del corso di laurea in Ingegneria delle costruzioni dal 2005 al 2012.
Luigi Cavallari, ricerche nel lago con il drone per il marito della ministra Roccella
Sono proseguite anche nelle ore notturne le operazioni per ritrovare Luigi Cavallari, ingegnere 80enne e marito della ministra per la Famiglia Eugenia Roccella, disperso dal pomeriggio di sabato 27 giugno nelle acque del lago di Vico, in provincia di Viterbo. L’uomo, dopo essersi tuffato dalla piccola imbarcazione su cui si trovava con la moglie, non è più riuscito a tornare a bordo a causa di un malore. Da quel momento è scattato un vasto dispositivo di ricerca coordinato dalla Prefettura di Viterbo, che vede coinvolti Vigili del Fuoco, Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza, con squadre arrivate anche da altre zone d’Italia.
A guidare le attività sul posto è il viceprefetto vicario di Viterbo Andrea Nino Caputo, che ha illustrato le difficoltà dello scenario operativo. Le prime ore della giornata rappresentano il momento più favorevole per intervenire, perché il lago presenta meno movimento dell’acqua e correnti più deboli. “Non cambia molto sotto il profilo della visibilità alla profondità, ma c’è sicuramente una maggiore agevolezza per gli operatori nell’intervento“, ha spiegato Caputo.
Le condizioni del bacino rendono però particolarmente complessa ogni fase della ricerca. Il lago di Vico, di origine vulcanica, supera i 22 metri di profondità media e raggiunge circa 48,5 metri nel punto più profondo. Il fondale è caratterizzato dalla presenza di fango e sedimenti che vengono facilmente sollevati, rendendo l’acqua molto torbida. La visibilità, secondo quanto riferito dai soccorritori, può diventare praticamente nulla già dopo pochi metri dalla superficie. A rendere ancora più difficili le immersioni contribuiscono anche le temperature dell’acqua, che diminuiscono rapidamente con la profondità.
Per individuare Cavallari vengono utilizzate diverse tecnologie di supporto. Accanto ai sommozzatori opera un ROV, un robot subacqueo controllato dalla superficie e dotato di telecamere, progettato per raggiungere aree difficilmente accessibili agli operatori. Sono inoltre impiegati sonar per analizzare il fondale attraverso la propagazione delle onde sonore e due droni per monitorare lo specchio d’acqua dall’alto. Questi strumenti permettono di ampliare il raggio delle verifiche e di ridurre i rischi per i soccorritori, costretti altrimenti a muoversi in condizioni di completa oscurità.
