> > Mercati asiatici a ribasso, Brent sopra i 100 dollari: le cause

Mercati asiatici a ribasso, Brent sopra i 100 dollari: le cause

Mercati asiatici a ribasso, Brent sopra i 100 dollari: le cause

Azioni in Asia scivolano e il petrolio sale: le cause legate a Hormuz e al Mar Rosso.

Nel pomeriggio di 5 ottobre 2026 i principali indici azionari dell’Asia hanno registrato una flessione, mentre il prezzo del petrolio è risalito sopra i cento dollari al barile. Il fenomeno coincide con una nuova ondata di minacce alle rotte marittime nello Stretto di Hormuz e nel Bab al-Mandeb due corridoi che garantiscono la maggior parte dell’approvvigionamento globale di energia.

Scivolone delle borse asiatiche e reazioni dei futures

Tokyo ha perso lo 0,5% Seul lo 1,8% Sydney lo 0,1% mentre Shenzhen ha subito un calo dello 0,3%. Shanghai, al contrario, è avanzata dello 0,3%. I futures sull’Euro Stoxx 50 sono scesi dello 0,6% segno di un sentiment negativo che si è diffuso anche nei mercati europei. Parallelamente, i rendimenti dei Treasury decennali sono aumentati di tre punti base, attestandosi al 5,31% mentre gli investitori statunitensi hanno tenuto quasi fermi i contratti su Wall Street, confidando nella capacità della corporate America di mantenere i profitti nonostante l’ambiente di tassi più alti.

Escalation marittima nello Stretto di Hormuz e nel Mar Rosso

Il bollettino di Windward del 5 ottobre ha evidenziato otto imbarcazioni colpite tra il 28 settembre e la data corrente nella zona di Hormuz. La maggior parte delle navi segnalate erano di tipo commerciale, non esclusivamente petroliere, ma il dato sottolinea una crescita della frequenza degli incidenti lungo una rotta già soggetta a restrizioni.

Inoltre, una petroliera ha ricevuto ordine di invertirne il percorso a 11 miglia nautiche a nord di Khasab, Oman dopo una minaccia di attacco da parte dei Guardiani della Rivoluzione iraniani, secondo comunicati del UK Maritime Trade Operations.

Il 4 ottobre, Mohammad Baqer Qalibaf presidente del Parlamento iraniano, ha ribadito che la riapertura completa dello Stretto dipenderà dal rispetto di sette condizioni legate all’accordo provvisorio di giugno con Washington. Nel frattempo, a sud, il presidente yemenita Rashad al-Alimi ha annunciato una nuova offensiva contro gli Houthi, con l’obiettivo di riconquistare i territori occupati nell’area di Bab el-Mandeb e la costa del Mar Rosso, dove gli Houthi avevano già consolidato circa 150 km di lunghezza.

Riflessi sui mercati petroliferi e sulla sicurezza dell’approvvigionamento

Il Brent ha guadagnato lo 0,6% toccando i 101,2 dollari al barile, mentre il WTI è aumentato dello 0,5% a 89,9 dollari. L’impennata avviene proprio quando l’IEA prepara la pubblicazione dei dati sulle scorte di petrolio, attesi per il pomeriggio. Il presidente di Saudi AramcoAmin Nasser ha avvertito durante l’Energy Intelligence Forum di una delle più gravi crisi di approvvigionamento della sua carriera indicando che le scorte commerciali mondiali rimanenti sarebbero inferiori a sei miliardi di barili – una quantità insufficientemente liquida per fronteggiare interruzioni prolungate.

Il contesto è aggravato dal fatto che le alternative al transito di Hormuz, come gli oleodotti di Yanbu (Mar Rosso) e di Fujairah (Emirati), hanno mostrato segni di stress: le esportazioni saudite da Yanbu sono passate da due a più di cinque milioni di barili al giorno a giugno, per poi diminuire nuovamente dopo gli attacchi nel Mar Rosso; l’oleodotto Est-Ovest saudita è stato fermato a inizio settembre. Queste limitazioni, combinate a una crescita dei consumi e a una riduzione delle scorte osservate di 143 milioni di barili nel maggio, fanno sì che il mercato rimanga vulnerabile a nuovi shock.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app