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Minorenne di Catania segnalato per appelli violenti online

Minorenne di Catania segnalato per appelli violenti online

Scandalo a Catania: un adolescente scopre un kit militare e incita violenza sui social

Negli ultimi mesi le indagini sulle piattaforme digitali hanno mostrato un aumento preoccupante di contenuti che promuovono la violenza, soprattutto tra i più giovani. In questo contesto, le autorità italiane hanno intensificato i controlli per prevenire possibili scenari di pericolo reale nelle scuole e nei luoghi pubblici.

Il caso più recente proviene da Catania, dove un ragazzo di 14 anni è finito al centro di un’indagine penale per aver pubblicato messaggi in alfabeto cirillico che alludono a stragi e a atti di terrorismo.

La denuncia è stata presentata alla Procura per i minorenni di Catania che ha avviato una perquisizione nella sua abitazione etnea.

Identificazione del profilo e beni sequestrati

Le prime attività investigative sono partite da una segnalazione del Servizio Polizia Postale e della Sicurezza Cibernetica di Roma. Grazie all’analisi dei dati di rete, la Digos della Questura di Catania è riuscita a ricostruire l’identità dell’utente, collegandolo all’account sospetto.

Durante la perquisizione domiciliare, gli agenti hanno rinvenuto nella camera del minorenne un casco militare una videocamera indossabile, un giubbotto antiproiettile di scarsa fattura e diversi indumenti stampati con frasi discriminatorie e simboli nazisti.

Messaggi in alfabeto cirillico e simboli discriminatori

Il materiale digitale trovato sullo smartphone del ragazzo includeva testi scritti interamente in alfabeto cirillico, con riferimenti espliciti a possibili attacchi a scapito di scuole.

Alcuni post contenevano anche immagini dove compaiono svastiche e slogan aggressivi, creando un quadro preoccupante di propaganda violenta. Le autorità hanno classificato tali contenuti come apologetici e potenzialmente incitanti alla commissione di reati.

Ricerche su armi e gadget militari

Oltre ai messaggi, le analisi dei log di navigazione hanno rivelato numerose ricerche online relative al funzionamento di pistole, a tutorial per la costruzione di armi improprie e a cataloghi di equipaggiamento balistico. Anche se non è stato trovato alcun arma da fuoco reale, la presenza di un casco militare e di un giubbotto antiproiettile ha fatto sorgere immediatamente il sospetto di preparazione a un eventuale atto violento.

Procedura legale e ruolo delle autorità

Una volta sequestrati gli oggetti e i dati, il Centro operativo di sicurezza cibernetica ha affidato il materiale al personale del COSC (Centro operativo di sicurezza cibernetica) per una verifica tecnico-forense approfondita. I risultati hanno confermato la presenza di ulteriori elementi di interesse investigativo, che saranno rapidamente trasmessi alla Procura per approfondimenti giudiziari.

Sequestro e analisi informatica

Il team di Polizia postale ha acquisito una copia forense dello smartphone, garantendo la conservazione della catena di custodia. L’analisi ha permesso di individuare chat private, messaggi cancellati e cronologie di navigazione, tutti elementi considerati dal pubblico ministero per valutare l’eventuale configurazione del reato di incitamento alla violenza e di apologia di terrorismo.

Prossimi step della Procura

Con tutti i reperti in mano, la Procura per i minorenni di Catania sta valutando la possibilità di aprire un fascicolo penale contro il 14enne. La normativa italiana prevede misure educative e restrittive specifiche per i minorenni coinvolti in reati di questa gravità, che potranno includere provvedimenti di tutela, obblighi di trattamento psicologico e, in casi estremi, la segnalazione al Tribunale per i minorenni.

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