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Nicolò Buso morto a 32 anni per un tumore, addio al giovane calciatore: l’omaggio di Orekeke

Nicolò Buso, per anni calciatore a Spinea, è morto a 32 anni a causa di un tumore: l'ultimo regalo da parte di Orekeke dopo Venezia-Inter.

nicolò buso morto

Addio a Nicolò Buso, ex calciatore di 32 anni da tempo in lotta contro un tumore che purtroppo non gli ha lasciato scampo. L’ultimo regalo gliel’aveva fatto il 27 novembre l’attaccante del Venezia David Okereke, ovvero la sua maglia con il numero 77 indossata durante la sfida con l’Inter.

Nicolò Buso morto

A comunicare la triste notizia avvenuta nella notte tra lunedì 6 e martedì 7 dicembre è stata la famiglia, aggiungendo che i funerali del giovane avranno luogo venerdì 10 dicembre alle ore 11:00 nella chiesa di Santa Bertilla a Spinea. La grande passione di Nicolò era il calcio: dopo aver iniziato nel calcio Spinea, negli anni delle giovanili era stato preso dal Venezia per un paio di stagioni.

Poi era tornato a casa, con il Città di Spinea, in terza categoria.

Per ricordare il passato di Nicolò con quei colori, nei prossimi giorni il presidente Mario Scopece porterà alla famiglia la maglia numero 11, quella che aveva sempre indossato in campo.

Nicolò Buso morto: l’omaggio di Orekeke

L’ultima partita a cui aveva assistito è stata Venezia-Inter al Penzo, durante la quale l’attaccante Orekeke lo aveva omaggiato della sua maglietta.

Lo stesso ha scritto un post sui social per ricordare Nicolò: “La fortuna di fare il calciatore è anche la possibilità di regalare gioia agli altri con un piccolo gesto e poter conoscere persone speciali. Sono stato fortunato ad averti incontrato e voglio ricordarti così...con il sorriso sul viso“.

Nicolò lascia il fratello Alberto, mamma e papà. Con quest’ultimo il giovane aveva un rapporto particolare tanto che il suo desiderio era quello di seguire le sue orme, sia il campo calcistico (l’uomo è un allenatore dello Spinea) che lavorativo entrando nel corpo dei Vigili del Fuoco.

Aveva anche superato il concorso e i test quando però è arrivata la malattia a fermarlo: un osteosarcoma che gli impediva fisicamente di proseguire la strada che aveva scelto di percorrere e che ora l’ha portato via per sempre.

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