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Nidal Hasan, il Pentagono annuncia la fucilazione in streaming: fissata la data

Nidal Hasan, il Pentagono annuncia la fucilazione in streaming: fissata la data

Il Pentagono conferma la diretta streaming per la fucilazione di Nidal Hasan, condannato per la strage di Fort Hood del 2009, in cui morirono 13 persone e altre 32 rimasero ferite.

L’ex maggiore dell’esercito americano, Nidal Hasan, condannato per l’uccisione di 13 persone e il ferimento di altre 32 nella base texana di Fort Hood, sarà sottoposto alla fucilazione il 3 dicembre: il Pentagono annuncia la diretta streaming.

La strage di Fort Hood del 2009: 13 morti e 32 feriti

La vicenda risale al 5 novembre 2009, quando Nidal Hasan, allora maggiore dell’esercito e psichiatra militare, aprì il fuoco all’interno del Soldier Readiness Processing Center di Fort Hood, in Texas.

L’attacco provocò la morte di 13 persone e il ferimento di altre 32, diventando uno degli episodi più gravi mai verificatisi in una base militare statunitense sul territorio nazionale. Durante il processo, Hasan ha ammesso di essere l’autore della sparatoria e ha descritto il proprio gesto come quello di un soldato che aveva «switched sides», ovvero cambiato schieramento.

Il 23 agosto 2013 la giuria militare lo ha ritenuto colpevole di tutti i 42 capi d’imputazione contestati e, cinque giorni più tardi, ha stabilito la condanna a morte. Nel marzo 2025, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha respinto la sua richiesta di esaminare nuovamente la condanna.

Se confermata, l’esecuzione del 3 dicembre segnerebbe un precedente storico sotto diversi aspetti.

Secondo il Death Penalty Information Center, sarebbe la prima esecuzione di un detenuto militare statunitense dal 13 aprile 1961, quando il soldato John A. Bennett fu messo a morte mediante impiccagione. Il ricorso al plotone d’esecuzione rappresenterebbe inoltre un ritorno a un metodo che l’esercito americano non utilizza dal 1945. La trasmissione in streaming riaprirebbe anche il dibattito sulla pubblicità della pena capitale: negli Stati Uniti, infatti, le esecuzioni sono state progressivamente sottratte alla vista del pubblico e l’ultimo caso comunemente riconosciuto come esecuzione pubblica risale al 1936, quando Rainey Bethea fu impiccato in Kentucky.

Nidal Hasan, l’esecuzione sarà trasmessa in diretta: la decisione del Pentagono

L’esecuzione di Nidal Hasan, l’ex maggiore e psichiatra dell’esercito americano condannato per la strage di Fort Hood del 2009, è stata fissata per il 3 dicembre 2026 e, secondo quanto annunciato dal Pentagono, sarà trasmessa in diretta streaming. La decisione, confermata l’8 ottobre, rappresenta una svolta nella gestione delle esecuzioni negli Stati Uniti, dove la pena capitale viene eseguita da decenni lontano dagli occhi del pubblico. Il provvedimento è stato approvato dal presidente Donald Trump e prevede l’impiego di un plotone d’esecuzione militare.

A confermare la scelta di rendere visibile al pubblico l’esecuzione è stato il segretario alla Difesa Pete Hegseth, intervenuto in un’intervista con l’attivista politico Jack Posobiec. Nel corso della conversazione, Hegseth ha sostenuto che la condanna verrà eseguita da militari e ha spiegato la volontà dell’amministrazione di consentire alle persone di assistere all’evento. «Faremo in modo che la gente possa vederla. Che sia pubblica», ha dichiarato, aggiungendo che «le persone devono capire che ci sono gravi conseguenze per questo tipo di azioni». Le parole del segretario sono state seguite dalla conferma di un funzionario del Pentagono, secondo cui l’esecuzione verrà effettivamente trasmessa in streaming, mentre le modalità organizzative saranno comunicate successivamente.

L’esecuzione è stata programmata per le ore 13 del 3 dicembre, secondo l’orario locale del Texas, nella base militare di Fort Hood, lo stesso luogo in cui Hasan compì la strage. Il presidente Trump ha dato il via libera alla pena capitale il 2 ottobre, dopo il completamento dell’iter giudiziario militare. Resta tuttavia da considerare la possibilità di ulteriori iniziative legali davanti ai tribunali federali civili, che potrebbero determinare un rinvio della data stabilita.

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