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Mascherine obbligatorie Lazio, multe a trasgressori in compagnia

Mascherine obbligatorie nel Lazio e multe a chi non le porta in compagnia. L'assessore D'Amato: "Rischiamo come in Catalogna".

L'assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D'Amato
L'assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D'Amato

L’assessore alla Sanità del Lazio, Alessio D’Amato, sceglie il pugno duro sulle mascherine obbligatorie nel Lazio, dichiarando guerra ai trasgressori con multe qualora non le indosseranno anche in compagnia. Prendendo a prestito lo scoppio dei nuovi focolai di Covid in Spagna, in particolar modo al caso della Catalogna – sul quale resta allarmista anche il consulente del Ministero della Sanità, Ricciardi – d’Amato lancia un appello a tutti i Laziali affinché non sottovalutino l‘uso obbligatorio dei dispositivi di protezione individuale, anzi, intensifichino l’obbligo mascherina nel Lazio: “Dobbiamo usare la mascherina o rischiamo nuovi casi come in Catalogna”.

Multe su obbligo mascherine Lazio

Sensibilizzare la popolazione all‘obbligo mascherina sarà dunque una battaglia campale per l’assessorato alla Sanità della Regione Lazio: “Rivolgo un appello all’utilizzo della mascherina o si dovrà richiudere” ha ammonito infatti il gerente: “Non possiamo tornare indietro e disperdere gli sforzi fatti fin qui”, avverte D’Amato.

I Paesi europei, ognuno con modalità e tempi differenti, stanno infatti tracciando proprie linee guida sull’utilizzo obbligatorio delle mascherine.

Fino alla fine del mese anche in Italia l’uso della mascherina è obbligatorio nei negozi, sui mezzi pubblici, ma anche nei bar prima di consumare al tavolo, come peraltro in tutte quelle situazioni all’aria aperta in cui non si può far rispettare il distanziamento di sicurezza. L’assessore alla Sanità laziale d’Amato ha inoltre ricordato che le mascherine obbligatorie nel Lazio siano fondamentali ad evitare i nuovi contagi: nella sola giornata di ieri 19 luglio, si sono registrati ben 17 casi di nuovi contagi nel Lazio, dei quali sei casi provenienti dal Bangladesh, un caso dall’Iraq, due dal Pakistan e uno dall’India.

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