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Zampa: “Serve accelerare sui vaccini, anche turni di notte se necessario”

Se necessario si faranno turni serali, festivi e notturni per effettuare i vaccini: lo ha affermato il sottosegretario Zampa.

Sandra Zampa
Sandra Zampa

Il sottosegretario alla Salute Sandra Zampa ha manifestato la necessità di accelerare sulla somministrazione dei vaccini: se servirà, si valuterà anche la possibilità di turni serali, di notte e festivi per effettuare le iniezioni.

Zampa sui vaccini: “Turni anche di notte”

Che ci sia da aumentare il passo lo dicono i numeri, ha sottolineato in un’intervista al Corriere della Sera. Stando ai dati aggiornati al pomeriggio di domenica 3 gennaio 2021, le persone vaccinate in Italia sono 87 mila su 470 mila dosi disponibili (e martedì 5 gennaio ne arriveranno altrettante). Per questo l’esponente del governo ha affermato di valutare “turni serali, notturni e festivi di somministrazione per consentire a chi esce dal lavoro di utilizzare quelle ore“.

Ha inoltre aperto alla collaborazione dei medici di famiglia quando arriveranno dei vaccini, come quello di AstraZeneca, che potranno essere conservati in frigo e non nei congelatori a meno 70 gradi.

Anche perché la tabella da rispettare prevede che entro aprile abbiano ricevuto l’antidoto 10-13 milioni di persone. “Tutti avrebbero da guadagnare da un grande successo, se riuscissimo a imporci come la Ferrari dell’Europa“, ha aggiunto. Mai come ora è dunque importante non abbassare la guardia per cercare di non far salire ulteriormente l’indice di contagio, in aumento negli ultimi giorni così come il tasso di positività.

Anche perché “non si può affrontare una campagna vaccinale con gli ospedali sotto pressione, col rischio che gli operatori sanitari siano occupati nell’assistenza ai malati Covid“.

Si avvia dunque una fase cruciale in cui si può evitare che l’Italia piombi in una situazione drammatica. I mesi futuri saranno pericolosi da trascorrere al chiuso dove il virus trova terreno fertile per contagiare ma, ha concluso, “se teniamo fino alla primavera ne usciamo fuori“.

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