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Procura di Palermo indaga su corruttori della Commissione ambientale siciliana

Procura di Palermo indaga su corruttori della Commissione ambientale siciliana

La Procura di Palermo ha chiesto l'arresto di Gaetano Armao, ex vicepresidente della Regione, per un presunto giro di mazzette legato alle autorizzazioni ambientali.

Il 2 ottobre 2026 la Procura di Palermo guidata dal procuratore Maurizio de Lucia ha avanzato la richiesta di arresto nei confronti dell’ex vicepresidente della Regione Sicilia, Gaetano Armao (64 anni). Le autorità hanno perquisito gli studi legali del sospetto sia a Palermo che a Roma, nonché la sua abitazione, alla ricerca di elementi che possano confermare il sospetto di corruzione nell’ambito della Commissione tecnica specialistica regionale per le autorizzazioni ambientali.

Intercettazioni e il misterioso orologio a pendolo

Le indagini si sono concentrate su un episodio documentato dalle cimici della squadra mobile: in un vecchio orologio a pendolo, introdotto all’interno di un contenitore cilindrico, è stato registrato il momento in cui Armao avrebbe nascosto una delle presunte mazzette. Le registrazioni mostrano l’ex vicepresidente entrare nel suo studio, estrarre un involucro e inserirlo nell’orologio, in presenza dell’avvocato Pierluigi Matta.

Nel corso di un’altra intercettazione, avviene una consegna in auto: Matta, avendo la busta nella tasca della giacca, la porge ad Armao, che chiede “Mettili qua”. Successivamente l’ex vice risponde “Questo per cos’è?” e riceve la risposta “Agosto”, che gli inquirenti interpretano come possibile riferimento alla periodicità dei pagamenti illeciti. La frase “Lasciami il cappotto in macchina” è anch’essa stata catturata, confermando la natura “a braccio di ferro” dei trasferimenti di denaro.

Il giro di mazzette e i soggetti indagati

L’inchiesta ruota attorno a presunti traffici illeciti operanti nella Commissione tecnica specialistica per le autorizzazioni ambientali presieduta da Armao fino ad agosto. Tale organismo decide su progetti industriali ed energetici, comprese le energie rinnovabili, e le autorità sospettano che i pareri tecnici fossero viziati da un sistema di corruzione ben organizzato. In totale nove persone sono state inserite nella lista dei soggetti per i quali la Procura ha chiesto misure cautelari.

Tra gli imputati figurano:

  • Giuseppe Argirò 57 anni, manager di Ventimiglia;
  • Benedetta Costanzo 54 anni, di Catania;
  • Giuseppe Geremia Lombardo 44 anni, deputato dell’Ars e nipote dell’ex presidente regionale Raffaele Lombardo;
  • Mario Lupo 64 anni, commercialista palermitano ed ex presidente della Samot Onlus
  • Marco Gentile Malacarne 47 anni, nato ad Aosta;
  • Pierluigi Matta 70 anni, avvocato palermitano;
  • Sergio Vella 57 anni, di Agrigento;
  • Luigi Zancla 83 anni, presidente della Samò Onlus di Castroreale (Messina).

Il numero di persone coinvolte, ottanta-tre in totale, comprende anche figure legate a enti no profit che gestiscono progetti di solidarietà, evidenziando la vasta portata della presunta rete corruttiva.

Le dimissioni di Giuseppe Lombardo

Il deputato Giuseppe Lombardo allettato dal proprio coinvolgimento, ha presentato le dimissioni dalle commissioni Bilancio e Sanità. In una dichiarazione, ha affermato di confidare nella magistratura e di voler “chiarire a breve la mia posizione”, sostenendo il proprio impegno per la “correttezza e onestà”. La sua uscita è avvenuta in un momento delicato, con il Parlamento siciliano impegnato nella discussione di un disegno di legge su variazioni di bilancio.

Tutte le persone indagate, compreso Armao, hanno ricevuto l’invito a comparire davanti al GIP per l’interrogatorio preventivo, come previsto dalla nuova normativa sulla misura cautelare. Il capo della Procura ha ricordato che, nonostante le richieste di arresto, “si applica il principio della presunzione di innocenza per tutti gli indagati”.

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