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Prof minaccia alunna in Dad per infortunio: “Torna a scuola o ti spezzo anche l’altra gamba

A Firenze in un istituto superiore, una prof di inglese ha minacciato un'alunna in dad a causa di un infortunio al ginocchio, avviata la querela

prof minaccia alunna in dad, pronta la querela

Episodio grottesco quello che arriva da Firenze: un’alunna si è sentita rivolgere delle parole, al limite della minaccia, da parte dell’insegnante solo perchè si trovava in dad a causa di un infortunio al ginocchio. I genitori della studentessa hanno deciso di sporgere denuncia.

Prof minaccia alunna in dad: l’episodio

Il caso che arriva da Firenze ha davvero del surreale, tanto che si stenta a crederlo: una studentessa è stata minacciata dalla professoressa solo perchè si trovava in dad e non a lezione in presenza. L’episodio è avvenuto il 5 Marzo scorso, quando Sara, nome di fantasia, che frequenta un istituto medio superiore di Firenze, al primo anno, si è vista apostrofare dall’insegnante di inglese con frasi sprezzanti, al limite della minaccia, solo perchè si trovava in dad.

La ragazza infatti, a fine febbraio, aveva subito un infortunio al ginocchio durante l’ora di ginnastica: portata in ospedale per gli accertamenti e la refertazione medica, le era stato prescritto l’assoluto riposo, e pertanto i genitori avevano provveduto a richiedere l’attivazione della dad. Richiesta però, che sembra aver creato un inspiegabile problema all’insegnante di inglese, visto che durante una lezione ha ripreso Sara davanti all’intera classe con queste parole: –Vedi di farti accompagnare altrimenti ti spezzo pure l’altra gamba“.

E poi: -“Smetti di stare a casina a coccolarti la gamba. Vedi di venire a scuola che ti vogliamo vedere in presenza. Sono sicura che venerdì prossimo la tua gamba starà bene”.

Frasi che sono state sentite anche dai genitori di Sara, visto che la ragazza soffre di disturbi specifici dell’apprendimento, pertanto ha la possibilità di registrare le lezioni per poterle riascoltare in un secondo momento. 

Prof minaccia alunna in dad: la reazione di Sara

A leggere le frasi incriminate espresse dall’insegnante, si può ben compredere la reazione avuta dalla ragazza, che lo ricordiamo, ha soli 14 anni: al sentire il tono dell’insegnante, e l’accusa che stesse mentendo sul suo stato di salute, Sara ha chiuso il pc ed è scoppiata in lacrime, come racconta anche la madre: -“Nostra figlia è rimasta particolarmente scossa dal tono cattivo dell’insegnante, si è sentita additata, accusata di essere un’imbrogliona e di fingere di stare male. Subito dopo aver ascoltato quelle frasi, pronunciate davanti a tutti i compagni di classe come se la si volesse mettere in ridicolo, ha spento il pc ed è scoppiata a piangere. Non voleva più presentarsi a lezione e ancora oggi ha timore nel ricollegarsi sulla piattaforma”.

Frasi, tra l’altro, che sono state percepite in modo aggressivo anche dal resto della classe, visto che nella registrazione della lezione si può sentire una compagna di Sara dire: “che cattiveria”. 

Prof minaccia alunna in dad: la reazione dei genitori

Ciò che però appare alquanto incomprensibile, è la reazione della scuola e della preside che rappresenta l’istituto, la quale, interpellata dai genitori, non ha avuto alcuna reazione, nemmeno, come verrebbe naturale, il chiedere scusa o comunque richiedere un incontro privato con i genitori della ragazza per poter chiarire la situazione, come racconta il legale della famiglia, Pierluigi D’Antonio: -“Per prima cosa hanno scritto una lettera alla dirigente scolastica, poi hanno fatto un esposto all’ufficio scolastico e poi una e-mail alla docente, ma nessuno ha battuto ciglio. Anzi, l’ufficio scolastico, al secondo sollecito, ha risposto che avrebbero dovuto rivolgersi non a loro, ma all’istituto vista l’autonomia scolastica. Ho scritto nuovamente alla preside, che mi ha detto di aver già redarguito la docente. Nessun procedimento disciplinare, solo una pacca sulla spalla e tutto come prima”.

Considerati quindi gli sviluppi, i genitori di Sara, tra l’altro la madre è insegnante presso lo stesso istituto, hanno deciso di sporgere querela, e le ragioni le hanno espresse in modo esaustivo gli stessi genitori: -“Ci sarebbe bastato che qualcuno ci chiedesse scusa. Anzi, che chiedessero scusa alla nostra bambina. E invece ci siamo trovati di fronte al silenzio più totale. Lei è ancora molto triste, in un tema ha scritto: L’ingiustizia più grande che ho subito? L’indifferenza dei miei insegnanti…”.

E così una vicenda che poteva risolversi in maniera civile, senza per questo richiedere l’intervento di un giudice, finirà invece in tribunale, come dichiarato dalla legale penalista Silvia Ciampolini, che assiste la famiglia: -“Sarà la procura ad avviare eventuali indagini e a ipotizzare la tipologia di reato, che può essere la minaccia. Andrà tenuto conto che questa è avvenuta tramite modalità telematica, di fronte a un’intera classe e coinvolgendo una minore per di più con fragilità certificate”.

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