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Riparte il mercato degli immobili per uso produttivo

Il leasing sostiene gli investimenti di capannoni, uffici e magazzini.

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Il mercato immobiliare non residenziale ha registrato una consistente ripresa nel 2021 con il consistente aumento di compravendite di capannoni industriali (+41,6%), negozi (+36,9%) e uffici (+30,7%), e dati in crescita anche se confrontati con il 2019, anno pre-pandemia.

Il leasing – da sempre termometro dell’andamento economico oltre che principale forma di finanziamento delle PMI – conferma la progressione anche nel primo quadrimestre 2022, sempre trainata dal segmento “costruito”.

È il quadro che emerge dal Rapporto presentato dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate con la collaborazione di Assilea. Sono proprio i dati dell’Associazione italiana leasing ad aggiornare l’andamento del 2022 che ad aprile registra una crescita sia in volume, +8,4%, sia in numero, +4,2%, grazie al balzo del +11,6% del “costruito” e a una ripresa nel solo segmento “da costruire” nel segmento di taglio economico superiore.

La vera positiva sorpresa è il rialzo record del mercato del settore produttivo con i capannoni industriali che mettono che crescono del +24,5% anche rispetto al 2019 e tassi di espansione a doppia cifra in tutte le Regioni, tranne che per Liguria e Sicilia che registrano un +4,1%. Cala invece la quotazione media, che si attesta sui 461 €/m2, -1,7% rispetto al 2020.

In flessione la quotazione media a livello nazionale dei negozi, che nel 2021 è stata di 1.444 €/m2 (- 2,6% rispetto al 2020), con un picco negativo nel Lazio (-3,9%).

Gli uffici segnano il dato di numero di compravendite più alto registrato dell’ultimo decennio, con una sostanziale tenuta delle quotazioni e una media nazionale di 1.329 €/m2.

Per quanto riguarda l’utilizzo dello strumento del leasing ai fini dell’acquisizione del bene, al primo posto si collocano gli immobili industriali, con una quota del 48,8% in valore, davanti agli immobili commerciali (28,6%), agli uffici, in grande crescita per numero rispetto al 2020, ad alberghi e centri ricreativi.

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