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Risse per la benzina in Russia, sono scattati gli arresti ecco cosa sta succedendo

Risse per la benzina in Russia, sono scattati gli arresti ecco cosa sta succedendo

I distributori hanno contingentato i litri a disposizione dei cittadini e le persone si trovano ai limiti della disperazione. Putin nel frattempo sta tentando di porre rimedio alla difficile situazione.

Il pericolo per la mancanza di carburante non è un problema solo europeo, dove la benzina in realtà è presente ma ha un prezzo che oscilla, ma in particolare si fa notare in Russia dove le persone hanno ben pensato di dare sfogo alla loro rabbia in un modo abbastanza particolare e tipico per il luogo.

Come è ora la situazione in Russia

La benzina manca in ben 80 paesi della nazione russa, questo è quanto ha annunciato Katia Glod, vicedirettrice per la politica estera del New Eurasia Strategies Center (NEST).

La situazione è talmente grave che lo stesso Vladimir Putin ha deciso di muoversi in un modo atipico per lui, chiedendo il carburante all’Azerbaigian, così come il permesso per utilizzare le raffinerie in Kazakistan.

La polizia è stata difatto inviata nelle stazioni di servizio per controllare cosa accade, il problema quindi è davvero grave e preoccupante.

Rissa alle pompe di benzina, decine di arresti

La mancanza di carburante in Russia è diventata un problema serio, il tutto è iniziato a seguito del lancio di droni ucraini contro le raffinerie russe, portando alla perdita di petrolio che non può essere più trasformato in benzina.

Le code arrivano anche ad avere una durata di 30 ore per fare un pieno e come riporta LiberoQuotidiano, vi è stato un taglio al quantitativo per veicolo, ora fermo a 50-60 litri.

Ma come se non bastasse la gente è persino arrivata a picchiarsi per avere il carburante. Cinque arresti al Volvograd per un video-annuncio, nella quale si chiedevano spiegazioni relative al comportamento dei funzionari locali, fatto da altrettanti residenti ed indirizzato al presidente del Comitato Investigativo Russo, Alexander Bastrykin, definito dalle autorità come “assembramento pubblico non autorizzato”

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