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Coronavirus, qual è il rischio di contagio all’aperto?

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In questa nuova fase, il rischio di contagio da coronavirus sembra ridursi, ma è davvero così durante le passeggiate all'aperto?

Le strade di Civitavecchia nel mese di maggio

Con l’inizio della seconda tranche della Fase 2, inizia anche la nostra convivenza con il coronavirus tra passeggiate all’aperto e rischio contagio. Su una cosa gli scienziati sono d’accordo: che dal 18 maggio il Covid-19 non scompare se non sarà un vaccino a debellarlo. Allora quanto è rischioso contrarre il virus all’aperto?

Cornavirus, passeggiate all’aperto e rischio contagio

Complice la bella stagione, ritornare a varcare la soglia di casa per fare due passi o rimettersi in forma sarà piacevole per tanti italiani. Stando alle nuove disposizioni, non sarà necessario presentare l’autocertificazione per fare una passaggiata. Tuttavia, gli esperti invitano ad evitare gli spazi affollati, perché il rischio di contrarre il Covid-19 resta alto.

Per questo, il Comitato tecnico-scientifico invita a mantenere la distanza di un metro e di utilizzare la mascherina come protezione per sé e per gli altri.

La mascherina nella Fase 2

La mascherina ha un ruolo fondamentale perché frena il cosiddetto droplet, la “nube” di goccioline cariche di virus che possono entrare in contatto con le mucose di un’altra persona. Per questo, l’utilizzo della mascherina è necessario in spazi chiusi e consigliato anche all’aperto qualora ci siano la possibilità di contatti più stretti.

Possono essere utilizzate anche mascherine autoprodotte e lavabili, purché forniscano un’adeguata copertura dal mento fin sopra al naso.

Il rischio contagio ridotto

All’aperto il rischio di contrarre il virus diminuisce rispetto al chiuso. Come spiegano gli esperti, di norma per contrarre il coronavirus è necessario entrare in contatto con migliaia di SARS-CoV-2. In caso contrario, pochi patogeni verrebbero distrutti dal sistema immunitario. In tal senso, l’aria rarefatta e i raggi UV del sole contribuiscono a distruggere il coronavirus.


Va, però, ricordato che la mascherina resta utile in tutte le occasioni in cui non sia possibile garantire il mantenimento della distanza di sicurezza in modo continuativo.

Marco Grieco, lucano classe 1987, è giornalista. Archeologo di formazione, è cresciuto a pane e giornalismo, conseguendo un master in giornalismo alla Eidos Communication di Roma e uno in comunicazione culturale alla Business School del Sole 24ORE. Collabora con TPI, L'Osservatore Romano e The Vision. Si occupa di inchieste sociali e politica estera, ma non disdegna la cultura e i temi pop. Curioso instancabile, ha un podcast di approfondimento giornalistico, Point of News, dove ama dare occhi e voce alle notizie nel mondo. Collabora con Notizie.it.


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Marco Grieco

Marco Grieco, lucano classe 1987, è giornalista. Archeologo di formazione, è cresciuto a pane e giornalismo, conseguendo un master in giornalismo alla Eidos Communication di Roma e uno in comunicazione culturale alla Business School del Sole 24ORE. Collabora con TPI, L'Osservatore Romano e The Vision. Si occupa di inchieste sociali e politica estera, ma non disdegna la cultura e i temi pop. Curioso instancabile, ha un podcast di approfondimento giornalistico, Point of News, dove ama dare occhi e voce alle notizie nel mondo. Collabora con Notizie.it.

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