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Coronavirus, i possibili scenari per una seconda ondata della pandemia

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Secondo numerosi esperti una seconda ondata di coronavirus è ormai molto probabile, anche se non è ancora chiaro in quali modalità si presenterà.

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Nonostante in Italia, e in molti altri luoghi nel mondo, la vita stia gradualmente ritornando alla normalità dei giorni pre coronavirus, l’eventualità di una seconda ondata della pandemia è al momento l’ipotesi che più di tutte tiene col fiato sospeso le persone.

L’esplosione avvenuta negli ultimi giorni di diversi nuovi focolai in tutta Europa, che ha costretto alcuni paesi a ripristinare le restrizioni nel timore di una ripresa esponenziale dei contagi, ha infatti posto in stato d’allerta medici e scienziati, ormai sicuri nel ritenere che per una seconda ondata del coronavirus non è più una questione di se, ma di quando e di quanto.

Coronavirus, le ipotesi di una seconda ondata

Se dunque appare ormai quasi certo per molti esperti che il coronavirus tornerà nei prossimi mesi in una seconda ondata, non è ancora chiaro come la suddetta ondata si presenterà. Sono infatti numerose le variabili da prendere in considerazione al fine di elaborare scenari verosimili di riacutizzazione della pandemia, tenendo ovviamente anche conto che una seconda ondata può presentarsi in tempi e modi diversi a seconda della zona del pianeta che viene colpita.

Stando a quanto si può leggere in un report di Science Press, una nuova ondata potrebbe essere provocata da diversi fattori: “I motivi di una seconda ondata possono essere molti: il virus inizia a circolare di nuovo man mano che le misure di contenimento vengono revocate o perché i viaggiatori portano il virus dall’estero. Oppure perché la diffusione del virus è facilitata dal ritorno del freddo mentre le persone trascorrono più tempo in luoghi chiusi.

O perché il virus ha subito una mutazione che lo rende molto più contagioso”.

Gli scenari elaborati dagli esperti

Proprio le diverse modalità in cui si potrà presentare una seconda ondata sono al centro di uno studio realizzato dall’epidemiologo Michael Osterholm, che assieme ad alcuni colleghi dell’Università del Minnesota ha delineato tre diversi scenari che prendono in considerazione il lasso di tempo che va da gennaio 2020 al primo semestre del 2022.

Il primo scenario ipotizzato prevede un susseguirsi di ondate di intensità gradualmente sempre meno intensa rispetto a quella da noi già sperimentata nel periodo tra febbraio e aprile.

Nel secondo scenario è invece prevista una seconda ondata di intensità decisamente maggiore rispetto a quella iniziale verso la fine dell’autunno e l’inizio dell’inverno 2020, seguita da una serie di piccole ondate fino al 2022. Questa ipotesi ricalca l’andamento seguito dalla pandemia di influenza Spagnola nel 1918, la cui seconda ondata fu di gran lunga più letale della prima. In questo scenario, molti governo saranno probabilmente costretti a ripristinare il lockdown totale.

Nel terzo e ultimo scenario infine, l’ondata maggiore risulta essere quella che ci stiamo lasciando alle spalle, alla quale seguiranno una serie di piccole ondate regolari da qui fino al 2022, senza la presenza di picchi eccezionali di contagio. Una situazione di questo tipo non richiederebbe l’istituzione di contromisure drastiche ed è simile a quella descritta anche dall’Imperial College di Londra.

Quando arriverà la nuova ondata?

Rimangono tuttavia ancora forti interrogativi si quando potrà arrivare la tanto temuta seconda ondata, anche in previsione della disponibilità del vaccino contro il coronavirus e dello sviluppo di una potenziale immunità da parte della persone già contagiate. Secondo molti esperti una seconda ondata potrebbe presentarsi entro il prossimo inverno, ma stando all’Istituto Nazionale della Sanità Pubblica del Quebec potrebbe invece arrivare già a luglio. A prescindere da ciò, dobbiamo in ogni caso tenere presente che con il coronavirus dovremo convivere ancora per molti mesi, se non anni.

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.


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Jacopo Bongini

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.

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