Il caso di Salvatore l’operaio morto mentre stava lavorando sopra il tetto di un prefabbricato a Caivano ora emergono grazie al lavoro degli inquirenti retroscena inquietanti rispetto al comportamento tenuto nei confronti dei dipendenti ed in particolare dell’uomo quando era ancora vivo e cosciente rispetto al comportamento da tenere in caso fosse stato allertato dalle forze dell’ordine.
Arresti domiciliari per il datore di lavoro
Il tribunale di Napoli ha deciso di attribuire gli arresti domiciliari al datore di lavoro di Salvatore Calignano morto a seguito delle ferite riportate a seguito di una caduta dal tetto di un fabbricato dove stava lavorando.
Per l’imprenditore accusa di lavoro senza regolare contratto e di mancanza di dispositivi atti alla tutela dei dipendenti, gli inquirenti arrivati sul luogo della tragedia hanno infatti potuto constatare come mancassero tutti i principali presidi di sicurezza per chi svolge quel tipo di lavoro.
Un aspetto che fa malissimo è come egli abbia deciso d i formalizzare il regolare contratto di lavoro solo il giorno stesso dell’ infortunio occorso al Salvatore facendo figurare come primo giorno di lavoro quello precedente, quando di fatto è avvenuto l’incidente terribile.
“Se ti chiedono qualcosa di che ti hanno investito in auto”
E’ il 2 ottobre scorso e Salvatore Cavignano è appena caduto dal tetto del fabbricato dove stava lavorando in nero, si trova a terra è ancora cosciente e a lui si avvicina il suo titolare, Michele De Rosa, amministratore unico della Mdr Costruzioni SRL.
Pronuncia delle frasi che sentite oggi fanno venire i brividi – “se ti dicono qualcosa di che ti hanno investito con la macchina, l’assicurazione ti paga” – una frase di questo tipo spiega come De Rosa non abbia mai mostrato un briciolo di umanità per i propri dipendenti, arrivare a far dichiarare il falso pur di uscirne intatto.
Sfortunatamente per Salvatore, il giorno dopo morirà all’ospedale nonostante l’arrivo tempestivo dei soccorritori, troppo gravi le ferite riportate.
Un fatto aggrava la il già pesante quadro accusatorio di De Rosa, la formalizzazione del contratto di assunzione depositata alle 15:35 del 2 ottobre, quindi un’ora dopo l’infortunio con data di decorrenza dal primo ottobre. Ciò evidenzia, come se ce ne fosse bisogno che De Rosa agiva consapevolmente rispetto ai contratti di lavoro dei propri dipendenti, di fatto non assunti con contratto.
