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“Non siamo a Napoli”, bufera sul sindaco francese per il divieto dei panni stesi

“Non siamo a Napoli”, bufera sul sindaco francese per il divieto dei panni stesi

Polemica tra Napoli e Thizy-les-Bourgs dopo il divieto di stendere i panni fuori dalle finestre: il sindaco della Francia cita la città partenopea e arriva la replica del Comune.

Una curiosa polemica internazionale è nata tra Napoli e la Francia dopo il divieto di stendere i panni visibili dalla strada introdotto a Thizy-les-Bourgs. A scatenare la reazione del Comune partenopeo è stata la frase del sindaco Rémi Berthoux, che ha accompagnato l’ordinanza con un netto: “Non siamo a Napoli”.

Panni stesi vietati in Francia, il sindaco cita Napoli: scoppia la polemica

Una semplice questione di decoro urbano si è trasformata in un curioso caso diplomatico a distanza tra Napoli e Thizy-les-Bourgs, piccolo comune francese. Al centro della controversia c’è un’ordinanza firmata dal sindaco Rémi Berthoux, con cui viene vietato ai residenti di lasciare panni e biancheria stesi fuori dalle finestre quando risultano visibili dalla strada.

La misura, secondo l’amministrazione francese, rientra nelle iniziative pensate per preservare l’aspetto degli edifici e la qualità dell’ambiente urbano.

A far discutere, però, è stata soprattutto la frase scelta dal primo cittadino per accompagnare il provvedimento: “No, non siamo a Napoli!”. Il riferimento alla città italiana è stato interpretato come un richiamo a un’immagine del capoluogo campano associata al bucato esposto sui balconi e sulle facciate delle abitazioni.

Una battuta che non è passata inosservata a Palazzo Cavalcanti e che ha spinto l’amministrazione partenopea a intervenire pubblicamente. La vicenda ha così assunto contorni decisamente più ampi rispetto alla semplice regolamentazione del modo in cui asciugare i propri vestiti.

La risposta di Napoli: “Non serviva usare la città come controesempio”

A replicare al sindaco francese è stato l’assessore all’Immagine Carlo Puca, che ha affidato ai social una risposta dai toni ironici, senza però rinunciare alla critica. “Caro sindaco Berthoux, ha ragione: a Thizy-les-Bourgs non siete a Napoli. E glielo dico con sincero dispiacere, perché si perde parecchio”, ha scritto Puca. L’assessore ha riconosciuto la legittimità delle scelte di un’amministrazione sul proprio territorio, compresa la volontà di intervenire sul decoro delle strade, ma ha contestato il paragone utilizzato per presentare l’ordinanza.

“È una battuta facile, che banalizza una città complessa riducendola a cartolina folkloristica o, peggio, a controesempio”, ha osservato Puca. Nella sua replica, l’assessore ha rivendicato la storia e l’identità del capoluogo campano, ricordando come Napoli sia una metropoli con “oltre due millenni di storia, di arte, musica, cucina, filosofia”. E tra gli elementi caratteristici della città ha inserito anche le lenzuola lasciate ad asciugare al sole, trasformando proprio il dettaglio che ha fatto scattare la polemica in un motivo d’orgoglio. “Napoli non è un’etichetta da brandire per marcare le distanze”, ha aggiunto, chiudendo poi con una battuta sul tema ambientale: le lenzuola stese, ha concluso, “asciugano benissimo e a costo ambientale zero”.

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