Nuovo dolore per la famiglia di Sara Ceccantini: dalla cappella dove riposa la 39enne, morta a Mykonos alla vigilia delle nozze, è stata rubata una riproduzione della Pietà di Michelangelo. I genitori hanno denunciato il furto e lanciato un appello per riavere la statua.
Sara morta in un incidente a Mykonos: la tragedia durante l’addio al nubilato
Sara era partita per Mykonos insieme alle amiche più strette per festeggiare il suo addio al nubilato: al ritorno avrebbe dovuto sposare il compagno Luca, con il quale aveva già organizzato la cerimonia per sabato 20 giugno. I preparativi erano ormai terminati, ma pochi giorni prima delle nozze è arrivata la notizia dell’incidente.
Secondo quanto ricostruito successivamente, la donna si trovava in auto con tre amiche e un autista italiano quando il veicolo è rimasto coinvolto nello scontro con un furgone. In un primo momento si era parlato di un possibile investimento da parte di uno scooter, ma dalla Farnesina era arrivata la conferma di una diversa dinamica, riconducibile a uno scontro tra due auto.
Trasportata d’urgenza all’ospedale di Syros, Sara era stata ricoverata in rianimazione, ma le sue condizioni erano apparse subito disperate. Il suo cuore ha smesso di battere lasciando il compagno, la figlia di appena tre anni e un’intera comunità nel dolore.
Sara lavorava negli uffici di Prada, occupandosi di amministrazione, ed era molto apprezzata dai colleghi per la professionalità. Il giorno della tragedia lo stabilimento di Terranuova si era fermato per un pomeriggio e ai funerali celebrati in Duomo il 26 giugno aveva partecipato anche l’imprenditore Patrizio Bertelli, rimasto vicino alla famiglia anche durante le complesse procedure per il rientro della salma in Italia.
Sara morta in un incidente a Mykonos, rubata la statua dalla tomba: “Un nuovo dolore”
Un nuovo dolore si aggiunge alla tragedia che ha colpito la famiglia di Sara Ceccantini, la 39enne morta due mesi fa a Mykonos in un drammatico incidente stradale. Come riportato da La Nazione, nella notte tra lunedì e martedì, qualcuno è entrato nella cappella di famiglia al cimitero di Agazzi, alle porte di Arezzo, portando via una riproduzione della Pietà di Michelangelo che si trovava da sempre sul piccolo altare. A scoprire la scomparsa sono stati i genitori della donna, durante una visita alla tomba, e la famiglia ha immediatamente presentato denuncia ai carabinieri.
La statua, spiegano i familiari, era presente nella cappella fin dalla sua realizzazione e rappresentava un elemento particolarmente significativo del luogo in cui riposa Sara insieme ai nonni. “Abbiamo denunciato tutto ai carabinieri. Quando siamo andati a trovare i nostri cari ci siamo accorti che era sparita”, ha raccontato la madre Ada, ancora profondamente provata.
Il parroco don Alessandro Tracchi, che conosceva Sara fin da bambina, ha ricordato come episodi di questo tipo non siano purtroppo del tutto nuovi nel cimitero, dove in passato sono stati sottratti anche vasi, immagini sacre, arredi funebri e parti in rame. La famiglia, tuttavia, vive questo episodio come un’ulteriore ferita: “È un nuovo dolore che si aggiunge a quello per la perdita di Sara”. La famiglia ha scelto di rivolgere un appello direttamente a chi ha compiuto il gesto, chiedendo che la statua venga restituita e possa tornare al suo posto accanto alla tomba di Sara.
