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Inquinamento acustico, c’è troppo rumore nell’oceano

Inquinamento acustico: il rumore che produciamo è dannoso e pericoloso per gli oceani e gli animali che vivono in questo ecosistema.

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Conosciamo davvero poco i rumori oceanici. Anzi, siamo portati a pensare che il mare sia un luogo silenzioso. In fin dei conti, il nostro punto di vista, quello umano, è esterno all’oceano.

In realtà, l’habitat sonoro marino è ricchissimo e molti degli animali che vivono in acqua comunicano tra loro proprio tramite onde sonore.

Per orientarsi, difendersi dai pericoli e, de facto, sopravvivere, numerose specie oceaniche ricorrono al suono. O perlomeno così vorrebbero fare, se le attività umane – al solito – non producessero un inquinamento acustico insostenibile per moltissimi, da meduse a grandi cetacei.

Il suono nell’oceano e l’inquinamento acustico

Tanto le tracce visive quanto quelle olfattive sono più flebili in acqua, dunque meno affidabili.

Il discorso è invece completamente diverso per le onde sonore: tramite ecolocalizzazione è possibile percepire la presenza di opstacoli e/o altri animali anche a centinaia di metri di distanza. Si tratta di un vero e proprio sonar naturale, utilizzato da gran parte delle creature dotate di squame.

Nel mondo di oggi, profondamente viziato dalle attività umane, il rumore può profondamente compromettere le capacità uditive degli animali marini e causare in essi cambiamenti fisiologici e comportamentali.

Il rumore è il problema più facile da rimuovere negli oceani; sappiamo cosa lo causa, dove si trova e come fermarlo. Dobbiamo ora attrezzarci per farlo in maniera concreta.

L’allarme è stato dato da eminenti biologi marini, dalle pagine di quotidiani importanti quali il New York Times e la rivista Science. L’inquinamento acustico negli oceani è troppo elevato. Non possiamo dire di non essere stati avvisati.

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