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Se Bonucci e Chiellini sono davvero più potenti di Prefetto e Questore di Roma

E chissà che qualcuno non osi perfino ricordare che in tutta questa storia ci sono 130mila morti che avrebbero voluto tanto festeggiare.

euro 2020 bonucci chiellini

Sì, è vero, avete ragione, fate tutti bene voi che da giorni sbavate tutta la retorica che c’è a disposizione per vedere nella vittoria di una partita di finale dell’Europeo di calcio le stigmate di un’interna nazione, tutti a strizzare le penne per dirci che se hanno vinto loro vinceremo noi, che ci dovrebbe bastare questo, che è inutile preoccuparsi perché figurati: abbiamo vinto gli Europei, cos’altro potrebbe andare storto?

E fate bene anche oggi a difendere la coppia di difensori centrali, quelli che hanno così pugnacemente difeso la nostra porta dagli assalti dei nemici (è una narrazione che va forte da queste parti, anche questa è facile per assonanza, c’è perfino la difesa dei confini e il sovranismo), dagli attacchi di quei poveri illusi che vorrebbero un secondo fermarsi a discutere delle regole, del rispetto delle regole, di come dovrebbe funzionare e di come invece non funziona mai.

Sia chiaro, che il pullman scoperto della nazionale italiana abbia marciato su Roma come miele di tifosi a grappoli che si sono accatastati per leccargli la fiancata, non è certo responsabilità di Bonucci e Chiellini. I calciatori fanno i calciatori e solo una Meloni o un Salvini potrebbero assurgerli a maestri di pensiero di società e di politica (tranne poi invocare che “giochino solo a calcio” quando si tratta di diritti civili, ovviamente): Bonucci e Chiellini hanno fatto i Bonucci e Chiellini chiedendo di gustarsi la (strameritata) vittoria con i loro tifosi.

Loro fanno quello, si occupano di quello e lo fanno bene: difendono, fanno ripartire l’azione e rendono fieri i loro tifosi. Figurarsi se possano mai avere voglia di essere allontanati dai tifosi o di allontanarli.

Il pantano in realtà è tutto quello che si sta intorno, la credibilità di un sistema-Stato composto da tutte le sue istituzioni che poi sono le stesse che vorrebbero avere l’autorevolezza per imporre misure sanitarie, sacrifici economici, nuove regole per gli spostamenti e stili di vita che non possano resuscitare un virus che ora sembra essere arroccato nella sua area.

L’avete letto bene il Prefetto di Roma? Dice testualmente “mi risulta che Chiellini e Bonucci hanno rappresentato con determinazione il loro intendimento al personale in servizio d’ordine; a quel punto non si è potuto far altro che prendere atto della situazione e gestirla nel miglior modo possibile. La complessità e la delicatezza è testimoniata dalle immagini da cui si può vedere che praticamente solo le forze di polizia indossavano la mascherina.

Tutto quello che è successo ci ha profondamente amareggiati; da un anno a questa parte, anche nei periodi più difficili, a Roma abbiamo sempre cercato di applicare le misure anti-Covid stimolando la collaborazione dei cittadini e delle categorie produttive piuttosto che imporre misure draconiane”.

Tradotto: signori, noi ci eravamo messi d’accordo con il capo della Polizia, con la FIGC sulle misure di sicurezza di una squadra fresca campione d’Europa rientrata nella capitale d’Italia per incontrare le massime cariche dello Stato e due calciatori ci hanno messo con le spalle al muro. Roba da brividi se non fosse che ancora una volta la questione sembra essersi diluita in questioni di tifo. Anche questo articolo, ci scommetto, passerà per essere un pezzo contro “la nostra Nazionale” senza nemmeno quel minimo di capacità di comprensione del testo che servirebbe per farsene un’idea.

E la FIGC, badate bene, è la stessa vigliacco FIGC che è riuscita a farsi ridere dietro da tutta Europa per il balletto del “mi inginocchio o no anzi mi inginocchio per solidarietà nei confronti degli avversari che si inginocchiano”. Con un semplice esercizio di memoria si potrebbe anche ricordare quando Mancini sul suo account Instagram ci tenne a dirci che per fare smettere la pandemia sarebbe bastato spegnere il televisore (ve lo ricordate? Basta una veloce ricerca su Internet per trovare ancora tutto).

Il Prefetto dice che si augura “che l’Italia l’anno prossimo vinca i Mondiali per avere gli stessi festeggiamenti: in quell’occasione tratteremo direttamente con i calciatori”. Che è un modo elegante per dire che le istituzioni, quelle che dovrebbero garantire il rispetto delle regole e la credibilità del gioco, fanno davvero schifo.

E chissà che qualcuno non osi perfino ricordare che in tutta questa storia ci sono 130mila morti che avrebbero voluto tanto festeggiare.

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