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Sequestrate 400 piante di canapa: 43enne arrestato
Cronaca

Sequestrate 400 piante di canapa: 43enne arrestato

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Una piantagione di canapa indiana, che sul mercato avrebbe fruttato almeno un milione di euro, è stata individuata e sequestrata a Carini.

Una piantagione di canapa indiana, che sul mercato avrebbe fruttato almeno un milione di euro, è stata individuata e sequestrata a Carini.

Individuata e sequestrata una piantagione di canapa indiana: avrebbe fruttato sul mercato circa un milione

A Carini è stata individuata e sequestrata una piantagione di canapa indiana, che sul mercato avrebbe fruttato circa un milione di euro. In particolar modo, il terreno è stato ritrovato proprio vicino al centro storico cittadino.

Attraverso delle indagini, inoltre, la Guardia di Finanza ha scoperto in flagranza di reato l’uomo che coltivava la piantagione. G.C., 43 anni, è stato in seguito arrestato dalle Fiamme Gialle.

I finanzieri, infatti, sono riusciti a risalire a lui dopo averlo seguito nei suoi vari spostamenti. Fino a quando lo hanno scoperto al lavoro nella piantagione, che era ben nascosta tra gli alberi. In quel momento, l’uomo stava irrigando il terreno dopo aver eliminato le foglie secche.

In totale sono state sequestrate circa quattrocento piante, che ormai avevano raggiunto una lunghezza superiore ai tre metri.

Il 43enne, che era già conosciuto dalle forze dell’ordine per alcuni precedenti specifici, è stato arrestato e successivamente portato in carcere.

Nel frattempo gli accertamenti della Guardia di Finanza stanno andando avanti per cercare di individuare altri eventuali responsabili, ricostruendo in questo modo i flussi di denaro derivanti da questa attività illecita.

Il precedente sempre a Carini

Quello raccontato in precedenza è solamente l’ultimo episodio che riguarda l’arresto di una persona colta in flagranza di reato mentre stava coltivando una piantagione di canapa nei pressi di Carini.

Lo scorso fine agosto, infatti, i carabinieri hanno arrestato un uomo di 60 anni che coltivava cannabis in una serra sempre a Carini, alimentata con un allaccio abusivo alla rete pubblica. Saverio Fortunato, questo il nome dell’uomo che nella circostanza è stato arrestato, avrebbe anche utilizzato un impianto di ventilazione con lo scopo di allontanare il più possibile il forte odore che veniva emanata dalle piante di marijuana.

I carabinieri hanno inoltre scoperto che la serra veniva riscaldata con diverse lampade alogene, che venivano utilizzate per alzare ed abbassare la temperatura in baso allo stato di coltivazione delle piante. All’interno della piantagione sono state scoperte in particolar modo sette piante di un’altezza pari ad un metro e settanta. ma non solo. E’ stata trovata anche una busta che conteneva 39 semi della stessa coltivazione, oltre al vario materiale fertilizzante utile per portare a termine la coltivazione.

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