Evelina Sgarbi torna a parlare delle condizioni di salute del padre Vittorio e racconta una situazione che, a suo giudizio, sarebbe molto più complessa di quanto emerso finora, come riportato da Fanpage. Ospite di Verissimo nella puntata del 10 ottobre, la figlia del critico d’arte ha spiegato di essere riuscita, dopo mesi di richieste, a ottenere le cartelle cliniche del padre.
Dai documenti, secondo il suo racconto, emergerebbero patologie organiche importanti, tra cui una trombosi della vena succlavia che avrebbe provocato ischemie cerebrali. Intanto, Vittorio Sgarbi resta ricoverato in terapia intensiva al Policlinico Gemelli di Roma: l’ultimo bollettino medico ha riferito di condizioni stabili e di un miglioramento del quadro polmonare, ma ha confermato la necessità di una tracheostomia percutanea.
Vittorio Sgarbi: le cartelle cliniche e le accuse sui tempi del ricovero
“La depressione è l’ultimo dei problemi. Ci sono delle patologie organiche gravi“, ha dichiarato Evelina durante l’intervista con Silvia Toffanin. Stando a quanto riferito dalla figlia, nella documentazione medica sarebbero indicate una trombosi della vena succlavia, con conseguenti ischemie cerebrali, e anche la demenza senile.
Una ricostruzione che, secondo Evelina, ridimensionerebbe l’idea che le difficoltà del padre siano riconducibili soprattutto alla depressione.
La donna ha inoltre contestato la gestione della situazione nei mesi precedenti, sostenendo che il ricovero sarebbe avvenuto troppo tardi. Nel suo racconto, durante l’estate Vittorio Sgarbi avrebbe continuato a partecipare a eventi pubblici nonostante le condizioni fisiche già molto compromesse. Evelina ha affermato che, in alcune occasioni, il padre avrebbe avuto bisogno dell’aiuto di altre persone persino per salire sul palco.
Si tratta di accuse e valutazioni espresse dalla figlia, che ha dichiarato di essere pronta ad assumersi la responsabilità delle proprie parole. Il quadro sanitario ufficiale resta invece quello riportato dal Policlinico Gemelli: le condizioni sono state definite stabili, con un miglioramento polmonare, ma il critico d’arte necessita ancora del supporto ventilatorio.
Il primo incontro in ospedale e il caso della cartella clinica
Evelina ha raccontato anche il momento in cui ha saputo del ricovero del padre. A informarla sarebbe stato il compagno della zia, che l’ha contattata per comunicarle quanto stava accadendo. La figlia si è quindi precipitata in ospedale e ha trovato Sgarbi sedato, intubato, con una mascherina e diversi dispositivi medici attaccati al corpo.
“Sono rimasta pietrificata“, ha ricordato, spiegando di essere rimasta profondamente colpita dalle condizioni in cui lo ha visto. In quel momento non è riuscita a parlare con lui. Ha riferito inoltre che, quando il fratello si è recato in ospedale, il padre era sveglio, ma non sarebbe stato possibile capire con certezza se fosse cosciente e se lo avesse riconosciuto.
Nel corso dell’intervista Evelina ha espresso anche il rimpianto di non essere intervenuta prima per chiedere di avere un ruolo maggiore nella gestione delle cure. Un altro elemento l’ha colpita: nella cartella clinica, a suo dire, Vittorio Sgarbi risulterebbe “coniugato“. La figlia si è domandata se si tratti di un errore nella documentazione oppure di una situazione che non le sarebbe stata comunicata.
Infine, ha raccontato di aver incontrato in ospedale Sabrina Colle, compagna del critico d’arte, descrivendo un confronto molto teso. Le sue dichiarazioni restituiscono il punto di vista di Evelina in una fase delicata, mentre le condizioni di Sgarbi restano sotto osservazione medica.
