In un colpo di scena che ha scosso il panorama legislativo francese, la Corte costituzionale ha dichiarato incostituzionale il divieto di accesso ai social network per i minori di 15 anni. La decisione, presa il 14 agosto 2026 ha suscitato immediate reazioni politiche, con il presidente Emmanuel Macron che ha incaricato il governo di redigere una nuova legge entro la primavera .
La decisione della Corte costituzionale
La massima istituzione giurisdizionale francese ha ritenuto che il divieto rappresenti una violazione sproporzionata della libertà di espressione e comunicazione dei minorenni. I giudici hanno sottolineato che la misura, pur volendo proteggere i minori, si applica a servizi di comunicazione online i cui rischi per la salute e la sicurezza dei minori non sono appurati.
Le motivazioni della decisione
Secondo la Corte, il divieto viola in modo improprio, non necessario e sproporzionato la libertà d’espressione e di comunicazione dei minorenni. Pur riconoscendo l’esigenza costituzionale della protezione dell’interesse superiore del minore i giudici hanno ritenuto che il divieto così ampio non fosse giustificato dai rischi effettivi.
Le reazioni politiche
Il presidente Emmanuel Macron appresa la decisione, ha incaricato il premier Sébastien Lecornu di procedere a una nuova redazione della legge. L’obiettivo è trovare una soluzione equilibrata che possa essere approvata entro la primavera .
La decisione della Corte costituzionale ha aperto un dibattito sulla necessità di trovare un equilibrio tra la protezione dei minori e la tutela della loro libertà di espressione. La nuova legge dovrà tenere conto delle criticità evidenziate dai giudici, cercando di limitare i rischi senza compromettere i diritti fondamentali dei giovani utenti.
