Spagna, arrestato "Igor il russo", è caccia alla "rete"
Spagna, arrestato “Igor il russo”, è caccia alla “rete”
Cronaca

Spagna, arrestato “Igor il russo”, è caccia alla “rete”

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Igor il russo è stato arrestato in Spagna, dopo una sparatoria, in cui sono morte tre persone

Igor è stato arrestato, il ‘russo’ si trovava in Spagna. Ora è caccia alla ‘rete’. Sono una una decina i nomi di possibili complici, tenuti d’occhio dalle forze dell’ordine. Purtroppo è avvenuta una sparatoria nella zona di El Ventorillo, per l’arresto di Norbert Feher. Tre persone sono morte, tra cui due uomini della guardia civile

E’ stato arrestato in Spagna ‘Igor il russo’

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E’ stato necessario un conflitto a fuoco, durante il quale sono morte tre persone. Un civile e due uomini della Guardia Civile hanno perso la vita prima dell’arresto di Igor, alias Norbert Feher alias Igor Vaclavic, che è ritenuto responsabile di due omicidi in Emilia-Romagna lo scorso maggio 2017.

Gli inquirenti italiani che stanno indagando sull’ipotetica rete di appoggi di ‘Igor’, stanno tenendo d’occhio anche un’altra decina di individui. La Guardia Civil stava indagando su alcune rapine nella zona. Sono state centinaia le persone indagate, dopo gli omicidi in Emilia.

Procura di Bologna e Carabinieri, indagini a tappeto

La Procura di Bologna e i carabinieri, si sono avvalsi di intercettazioni, pedinamenti, videosorveglianze e interrogatori, per cercare nuove tracce e localizzare il latitante.

Molti gli indizi che portavano in Spagna, tra Malaga, Valencia e Madrid.

Inoltre persone residenti tra Serbia, Austria e Francia, potrebbero essere stati complici ed aver favorito, coperto o aiutato, anche indirettamente, la fuga del ricercato Igor. Tra questi, anche alcuni familiari, ex compagni di carcere, italiani e stranieri.

La consegna di Igor ‘il russo’ all’Italia

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La consegna di Igor ‘il russo’ all’Italia, non avverrà molto presto. Il nostro paese aveva spiccato un mandato di cattura europeo nei suoi confronti, ma l’Audiencia Nacional spagnola non trasferirà Igorfino al processo o fino all’esecuzione della pena” per gli omicidi commessi in Spagna.

L’agenzia Efe, riporta El Pais, che cita fonti del tribunale, aggiunge che già domenica il serbo comparirà in videoconferenza davanti alla giudice Carmen Lamela. Quest’ultima gli notificherà i crimini per i quali è ricercato in Italia.

Igor è accusato di omicidio in Italia

Igor è accusato dell’omicidio del barista Davide Fabbri di Budrio (Bologna) e della guardia ecologica volontaria Valerio Verri di Portomaggiore (Ferrara), l’1 e l’8 aprile.

L’arresto, durante una sparatoria nella zona di El Ventorrillo, compresa tra le città di Terruel in Andorra e Albalete del Arzobispo.

La Procura della Repubblica di Bologna, coordina i carabinieri del Ros e del comando provinciale di Bologna e Ferrara. Le forze dell’ordine avevano, da tempo, avviato indagini con rogatorie in Spagna, dove pensavano presente il ricercato.

Investigatori in Austria e Francia

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Degli investigatori, d’accordo anche con le autorità di polizia spagnole, avevano eseguito ricerche anche in Austria ed in Francia. “vestito in uniforme e pesantemente armatoIgor aveva le armi rubate agli agenti della Guardia Civil uccisi, in una sparatoria la sera prima, quando è stato arrestato.

Secondo El Mundo online, Igorsapeva dove sparare perché ha ferito mortalmente le due guardie nonostante indossassero giubbotti antiproiettile. Gli agenti non hanno avuto il tempo di sparare“. Dal comunicato Ansa, la polizia scientifica italiana ha concluso in modo positivo il riscontro delle impronte digitali rilevate ad Igor ‘il russo’.

La banca dati europea Afis le aveva inserite e confrontate con quelle che erano già in possesso della polizia italiana.

Il riscontro ha dato esito più che positivo, ha confermato che la persona arrestata è proprio quella ricercata per gli omicidi commessi a Budrio (Bologna) e Portomaggiore (Ferrara), avvenuti rispettivamente il primo e l’otto aprile scorsi.

Le parole della vedova del barista Davide Fabbri

Maria Sirica, la vedova del barista Davide Fabbri ha affermato “spero che Igor sconti la pena dovuta e che possa essere finalmente fatta giustizia. Anche se questo non potrà mai cambiare il mio dramma“. Secondo il suo avvocato, Giorgio Bacchelli, la donna è “molto agitata e molto turbata” dalla notizia.

Francesca e Emanuele Verri, i figli di Valerio, la seconda vittima di Igor-Norbert Feher, invece non gioiscono per l’arresto del killer del padre, ucciso l’8 aprile. “Non possiamo certo dichiararci soddisfatti se non altro perché è costata la vita ad altre tre persone. Due militari e un civile”.

Essi continuano“Il nostro pensiero va a loro e ancor di più vogliamo rivolgere la nostra attenzione verso coloro che hanno mandato nostro padre allo sbaraglio a fare un’attività di perlustrazione pericolosissima, disarmato e in una zona dove ben si sapeva che Igor vi si nascondeva”.

Ed ancora: “Con tanto di foto sui cellulari per poterlo riconoscere in caso si fossero imbattuti in lui.

Qualcuno ha addirittura detto che mio padre ha fatto solo il suo dovere. Quale dovere? Nostro padre era un ‘civile’, semplice pensionato e volontario“.

Le parole del ministro dell’Interno Marco Minniti

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Un ringraziamento alle autorità spagnole, all’Arma dei carabinieri e il pensiero va alle vittime di Budrio e alle vittime in Spagna” sono le parole del ministro dell’Interno Marco Minniti a Rimini, mentre si trovava in prefettura per la firma del “Patto per la sicurezza avanzata” alla presenza dei 25 sindaci della Provincia.

Come potete capire, ha detto Minniti, è stata una situazione piuttosto drammatica l’arresto è avvenuto a circa 200 chilometri da Saragozza, il tutto è frutto di un’attività investigativa che è partita dall’attività di indagine dell’Arma dei carabinieri”.

Ancora continua: “Di recente in Spagna c’era stato un reparto del Ros che aveva segnalato alla Guardia civil il possibile luogo dove si poteva nascondeva Robert Feher, a testimonianza di un’attività investigativa mai cessata.

Abbiamo sempre detto dal momento in cui la vicenda è diventata drammaticamente presente nel nostro Paese che noi non avremmo mai mollato”.

Il ministro dell’Interno ha ricordato che il tutto “è stato coordinato dalla procura di Bologna: “Ho appena sentito il procuratore Giuseppe Amato, ha detto, che ho sinceramente ringraziato per il lavoro investigativo fatto. C’è stata una sintonia d’indagine tra la Procura di Bologna e l’attività dei carabinieri che considero particolarmente importante“.

Il pensiero va, ha sottolineato Minniti, alle persone che sono morte a Budrio e a Portomaggiore, ai loro familiari“. Il ministro ha ricordato come possa sembrare alle volte che in “in questo Paese abbiamo un’attività di investigazione e repressione alle volte lente, ma tuttavia arrivano“.

Infine, Minniti ha valutato come l’epilogo della storia sia testimone della pericolosità del soggetto con una conclusione cruenta dell’attività di indagine: “In questo momento Italia e Spagna si sentono vicinissime“.

Siamo pieni di dolore per le morti accadute vicino ad Albalate del Arzobispo.

Le mie condoglianze alle loro famiglie e colleghi, e il mio riconoscimento al lavoro della Guardia Civil“, ha invece scritto su Twitter il premier spagnolo Mariano Rajoy.

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