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Spara in classe contro i compagni: 4 ricoverati

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Ancora una storia di disagio degli adolescenti russi. Un ragazzino di 15 anni di una cittadina nei pressi di Mosca si arma di martello e pistola pneumatica, creando il panico.

Auto della polizia russa

Poteva trasformarsi in tragedia la giornata di oggi in una scuola di una cittadina limitrofa a Mosca. Fortunatamente molto spavento e nessun morto. Una storia però che riaccende i riflettori sulla realtà mino

Una giornata particolare

Non è stata certo una giornata come tutte le altre quella di oggi nella scuola di Invateevke, una cittadina a 20 chilometri da Mosca, nella parte nord-est al di là della cintura urbana.

In questo centro di 58 mila anime nessuno poteva immaginare quale potesse essere il risvolto della mattinata. Si, perché quel ragazzino, nato nel 2002, oltre che ai libri s’era portato dietro un martello e un’arma pneumatica. Una volta entrato a scuola anziché sedersi sul suo banco, come ogni giorno, ha iniziato a sparare dei lacrimogeni. Ovviamente questo ha creato il panico tra i suoi compagni. Gli studenti della classe terrorizzati hanno cercato la fuga, ed alcuni di loro si sono lanciati dalla finestra dell’aula scolastica.

In quel trambusto tre di loro sono rimasti feriti e prontamente portati in ospedale.

La dinamica del folle gesto

Nel frattempo venivano chiamati i vigili del fuoco che da lì poco dopo sarebbero arrivati. All’agenzia Interfax, la sindachessa della cittadina, Elena Kovaleva, ha dichiarato che dentro scuola sembrava si fossero formati dei “piccoli fuochi”. Ma comunque già all’arrivo dei vigili del fuoco la situazione s’era tranquillizzata. Cosa diversa nell’aula dove, in preda ad un raptus il ragazzo assaliva un insegnante con il martello che sapeva già di dover utilizzare.

L’insegnante è stata ricoverata in terapia intensiva. Così è stato possibile ricostruire la dinamica del folle gesto.

polizia russa

Un comportamento incomprensibile

Una volta che la polizia è arrivata sul posto la scuola è stata evacuata. Intorno all’edificio veniva creato un cordone per mettere in sicurezza lo spazio.

Dal racconto del ragazzo, fermato e condotto al dipartimento di polizia, non si è capito il motivo delle sue azioni. Si è temuto che il giovane avesse potuto portarsi dietro degli esplosivi piazzati nell’edificio, ma queste si sono rivelate semplici preoccupazioni di alcuni testimoni.

Storie di disagio giovanile

Ancora una volta si accendono i riflettori sul disagio giovanile degli adolescenti russi, raccontati da gesti ancora più drammatici degli anni passati. Come la sparatoria in una scuola nella periferia nord di Mosca del febbraio del 2014, quando un sedicenne uccise a colpi di pistola un insegnante e un poliziotto.

E ancora, nel settembre del 2013, a Rostov sul Don, nella Russia meridionale, l’alterco tra due studenti per una disquisizione sul filosofo tedesco Kant, che portò uno dei due ad uscire una pistola e sparare al compagno. Per non parlare della terribile storia di Katya e Denis, suicidatisi in streaming nella casa di uno di loro, nel villaggio di Strugi Krasnye, con la polizia nel cortile, mentre postavano le foto di armi e munizioni. Infine vi sono i 150 ragazzini suicidatisi con il terribile gioco del Blue Whale. Sembra proprio che non vi sia pace per gli adolescenti russi.


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