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Vettel: “Non riesco a sollevare il telefono e parlare con Schumacher”
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Vettel: “Non riesco a sollevare il telefono e parlare con Schumacher”

Sebastian Vettel

Sebastian Vettel ammette che all'inizio della carriera Schumacher era il suo "eroe". Dopo l'incidente però pensa soprattutto al "Michael persona".

Sebastian Vettel ricorda Michael Schumacher. Agli esordi della sua carriera la stampa tedesca lo chiamava “Baby Schumi”, anche se il pilota ammette che quel soprannome non gli è mai piaciuto. Dopo l’incidente di Méribel, il 31enne spiega di ricordare il “Michael persona e non tanto il pilota”, ammettendo: “E’ un vero peccato che non riesca a sollevare il telefono e parlare con lui”.

Il Baby Schumi

“Pensavo che il mio mento non fosse grosso come quello di Michael, quindi non penso che fosse molto appropriato” ironizza Sebastian Vettel, commentando il fatto che all’inizio della sua carriera la stampa tedesca gli aveva affibbiato il soprannome di “Baby Schumi”.

“Non mi è piaciuto – ammette in un’intervista alla rivista britannica F1 Racing ripresa da f1grandprix.motorionline.com – perché Michael non era solo un ragazzo tedesco in Formula 1, ma era il miglior ragazzo in Formula 1. Quindi non penso che fosse giusto, perché non avevo ancora vinto nulla”.

Poi sottolinea: “Una volta sono stato chiamato in Germania ‘bretelle più veloci’, ma penso che Baby Schumi sia migliore come soprannome”.

Il pensiero non può andare quindi a Michael Schumacher, rimasto gravemente ferito in un’incidente sugli sci il 29 dicembre 2013. Dopo alcuni mesi passati in coma, il pilota ha iniziato un percorso riabilitativo ma la famiglia ha da sempre mantenuto il più stretto riserbo in merito alle condizioni di salute dell’ormai 50enne.

“Michael era il mio eroe”

“Inizialmente era il mio eroe, il pilota a cui mi sono ispirato, e successivamente ho avuto modo di conoscerlo di persona. – spiega il 4 volte consecutive campione del mondo di Formula 1 – Ora, quando torno indietro con la mente, è il Michael persona che ricordo non tanto il pilota, ma per quest’ultimo provo ancora tanta ammirazione”.

“In Ferrari parlo con i ragazzi che erano qui già ai tempi di Michael e parlano molto bene di lui. Questo dimostra che ha lasciato qualcosa di speciale” evidenzia Vettel, aggiungendo: “E’ un vero peccato che non riesca a sollevare il telefono e parlare con lui”.


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