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Maradona, Napoli approva l’intitolazione dello stadio San Paolo

Il comune di Napoli ha approvato l'intitolazione dello stadio San Paolo a Diego Armando Maradona, bandiera della società azzurra dal 1984 al 1991.

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Nel pomeriggio del 4 dicembre il comune di Napoli ha ufficializzato l’intitolazione dello stadio San Paolo a Diego Armando Maradona, bandiera della società azzurra dal 1984 al 1991. Il consiglio comunale ha infatti approvato all’unanimità la delibera presentata dal sindaco Luigi De Magistris e dall’assessore alla toponomastica Alessandra Clemente in memoria del campione argentino, scomparso all’età di 60 anni lo scorso 25 novembre a seguito dei postumi di un delicato intervento chirurgico.

Maradona, approvata intitolazione del San Paolo

Nel documento presentato in consiglio comunale, Maradona viene definito come: “Il più grande calciatore di tutti i tempi che con il suo immenso talento e la sua magia ha onorato per sette anni la maglia del Napoli, regalandole i due scudetti e altre coppe prestigiose e ricevendo in cambio dalla città amore eterno”.

Il testo continua poi affermando: “Maradona ha incarnato il simbolo di riscatto di una squadra alla quale, negli anni più bui, ha dimostrato che è possibile rialzarsi, vincere e trionfare, offrendo al tempo stesso un messaggio di speranza e di bellezza all’intera città perché, attraverso le vittorie calcistiche del fuoriclasse argentino a vincere non è stata soltanto la squadra del Napoli, ma l’intera città che si identifica pienamente in lui”.

La cittadinanza onoraria nel 2017

Nel corso dell’approvazione della delibera è stata inoltre ricordata la cittadinanza onoraria di Napoli che nel 2017 il sindaco De Magistris volle conferire a Maradona: “Quale pubblico attestato della profonda ammirazione e riconoscenza da parte della città e che mai nessuno è riuscito ad immedesimarsi in modo così completo nel corpo e nell’anima di Napoli, con la quale el Pibe de oro ha condiviso la genialità e l’unicità, ma anche la sregolatezza e i tormenti che lo hanno reso vero figlio della città”.

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