Un violento terremoto di magnitudo 7.4 ha colpito la Colombia, causando 240 vittime e gravi danni alle infrastrutture. Le autorità locali e le associazioni internazionali lanciano un appello per i soccorsi.
Il sisma ha devastato diverse zone della Colombia occidentale, tra cui la regione costiera del Chocó, Cali, la terza città più grande del Paese, e ampie aree della regione produttrice di caffè.
Le prime stime parlano di oltre 570 feriti e decine di dispersi, con oltre 86 edifici crollati e le strutture ospedaliere di Cali in allerta rossa e saturate al 100%.
La situazione critica degli ospedali e delle infrastrutture
L’onda d’urto del terremoto ha paralizzato i collegamenti strategici della regione: ben sei scali aeroportuali hanno dovuto interrompere le attività per verifiche di sicurezza e crepe nelle piste, ostacolando il trasferimento rapido dei pazienti più gravi e la distribuzione dei beni di prima necessità.
Tra le criticità maggiori registrate dai soccorritori vi è la carenza d’acqua potabile e di energia elettrica nelle aree rurali della regione del Chocó.
Gli ospedali di Cali e delle zone limitrofe sono allo stremo, con reparti saturi ed emergenze continue. Le associazioni e i movimenti della rete, tra cui AMSI (Associazione Medici di Origine Straniera in Italia), CO-MAI (Comunità del Mondo Arabo in Italia), UMEM (Unione Medica Euromediterranea), l’agenzia AISCNEWS e il Movimento Internazionale UNITI PER UNIRE hanno espresso profonda vicinanza al popolo colombiano, evidenziando il rischio imminente di collasso per i presidi medici locali.
L’appello del Prof. Foad Aodi
Il Prof. Foad Aodi medico-fisiatra, giornalista e divulgatore scientifico internazionale, membro del Registro Esperti FNOMCEO e docente dell’Università di Tor Vergata, ha dichiarato: “Siamo di fronte a un quadro clinico e umanitario devastante. Le prime 72 ore dal sisma sono cruciali per salvare le vite rimaste sotto le macerie.”
Aodi ha sottolineato la necessità di creare corridoi sanitari e umanitari inviare materiale medico-chirurgico, kit di rianimazione e farmaci salvavita, unitamente a squadre di specialisti in medicina d’emergenza e traumatologia. “Bisogna intervenire subito per impedire una catastrofe secondaria causata dalle infezioni e dal sovraccarico delle strutture sanitarie.”
L’emergenza sanitaria e l’appello internazionale
L’emergenza in Colombia richiama anche uno dei temi al centro dell’impegno della rete associativa e dei movimenti attraverso il Manifesto internazionale Unione per l’Italia presentato tre mesi fa. Il manifesto sottolinea la necessità di rafforzare il confronto e le strategie comuni sul rapporto tra ambiente, atmosfera, salute e geopolitica.
Il Prof. Aodi ha evidenziato l’importanza di intensificare presso le ASL l’attività dei dipartimenti dedicati alla salute, all’ambiente e alla prevenzione, rafforzando la capacità di affrontare le conseguenze sanitarie delle emergenze ambientali e climatiche. “L’aumento delle temperature, l’inquinamento atmosferico, le alluvioni e gli altri eventi estremi impongono una prevenzione più forte e una maggiore preparazione dei sistemi sanitari.”
Di fronte alla gravità della situazione, la rete associativa e i movimenti rinnovano l’invito alle organizzazioni internazionali e alle istituzioni europee affinché coordinino una risposta di supporto rapida ed efficace, affiancando i professionisti della sanità sul campo per tutelare la salute pubblica e la sicurezza della popolazione colpita.
