Il terremoto che ha colpito la Colombia il 10 agosto 2026 è stato uno dei più violenti degli ultimi decenni. Con una magnitudo di 7.4 la scossa ha causato decine di vittime e gravi danni in diverse città del Paese. L’epicentro è stato localizzato nella Cordigliera Occidentale a una profondità di 96 chilometri rendendo la scossa particolarmente potente e devastante.
La Colombia è uno dei pochi Paesi al mondo in cui si scontrano tre placche tettoniche la placca sudamericana la placca di Nazca e la placca caraibica. Questo incrocio geologico rende il territorio particolarmente vulnerabile ai terremoti. Secondo il Servizio Geologico Colombiano il Paese registra in media 50mila scosse al mese anche se la maggior parte sono troppo leggere per essere avvertite.
L’epicentro e le conseguenze del sisma
L’epicentro del terremoto è stato localizzato nella Cordigliera Occidentale una zona già colpita in passato da terremoti devastanti. La scossa principale è stata seguita da due scosse di assestamento rispettivamente di magnitudo 2.8 e 4.8. Tra le città più colpite ci sono PereiraCali e Quibdó dove si registrano crolli di edifici e persone intrappolate sotto le macerie.
Tra i danni più gravi, il crollo parziale dell’ospedale universitario di Cali dove sono rimasti intrappolati diversi bambini. Le squadre di soccorso sono impegnate nelle operazioni di recupero, ma la situazione rimane critica. Il presidente De la Espriella ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale mentre il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha espresso la solidarietà del Governo italiano.
I precedenti storici e il rischio sismico
La Colombia ha una lunga storia di terremoti devastanti. Nel 1999 un sisma di magnitudo 6.2 colpì la città di Armenia causando quasi mille morti. Nel 1983 un altro terremoto colpì Popayán provocando 287 vittime. Questi eventi dimostrano come il Paese sia costantemente esposto a un elevatissimo rischio sismico.
La catena montuosa delle Ande è una delle zone più attive dal punto di vista sismico. Le principali città colombiane sorgono lungo questa catena o nelle valli dei fiumi Cauca e Magdalena create proprio dai movimenti della terra. Questo rende la popolazione particolarmente vulnerabile ai terremoti, soprattutto in assenza di infrastrutture antisismiche adeguate.
Le reazioni internazionali
La comunità internazionale ha reagito con solidarietà e sostegno. L’Ambasciata italiana a Bogotà e l’Unità di Crisi della Farnesina stanno monitorando la situazione per garantire l’assistenza agli eventuali cittadini italiani coinvolti. Anche altri Paesi dell’America Latina, come l’Ecuador e Panama hanno avvertito la scossa, dimostrando la portata del sisma.
Le operazioni di soccorso sono in corso, ma la situazione rimane critica. Le autorità locali stanno lavorando per valutare i danni e fornire assistenza alla popolazione. Nel frattempo, la comunità internazionale continua a seguire con preoccupazione l’evolversi della situazione.
