Un violento terremoto di magnitudo 7.4 ha colpito la Colombia il 10 agosto 2026, con epicentro a San José del Palmar nel dipartimento di Chocó. Le conseguenze sono state devastanti, soprattutto per l’industria del caffè, una delle principali fonti di reddito del paese. Le infrastrutture chiave sono state danneggiate, interrompendo la filiera di produzione e distribuzione del caffè arabica, una delle varietà più pregiate al mondo.
Il blocco delle esportazioni e le conseguenze economiche
Il sisma ha causato gravi danni alle strade che collegano le zone di produzione del caffè al porto di Buenaventura, il principale terminal di esportazione. Secondo Gustavo Gómez, presidente dell’Associazione nazionale degli esportatori di caffè (Asoexport), “la strada per Buenaventura non è percorribile dai veicoli commerciali, inclusi quelli per l’esportazione e l’importazione”.
Questo blocco logistico ha paralizzato le esportazioni, con ripercussioni immediate sui mercati finanziari.
La Colombia è il secondo produttore mondiale di caffè arabica, con un export che vale circa 6 miliardi di dollari l’anno. Il blocco delle esportazioni rischia di compromettere i contratti di fornitura verso le torrefazioni europee e statunitensi. Inoltre, quasi 600.000 famiglie dipendono direttamente dalla coltivazione e dalla vendita del caffè per il proprio sostentamento.
Il governo di Bogotà sta valutando la proclamazione dello stato di emergenza economica per affrontare la crisi.
L’impatto sui mercati finanziari
La notizia del blocco logistico ha immediatamente scosso le borse internazionali. I contratti futures del caffè arabica sulla borsa ICE di New York hanno registrato una forte impennata nei prezzi, alimentata dal timore degli operatori per una prolungata carenza di scorte. Questo stop forzato arriva in un anno in cui la federazione nazionale dei produttori prevedeva una stagione record, stimata oltre i 15 milioni di sacchi, ovvero poco meno di 1 milione di tonnellate di caffè.
Rabobank ha recentemente avvertito che l’offerta di caffè di alta qualità in questa stagione potrebbe essere più limitata rispetto a quella di caffè di qualità inferiore. Le scorte certificate di caffè arabica sono ai minimi storici, con solo 242.673 sacchi da 60 kg disponibili. Questo scenario di scarsità ha ulteriormente alimentato la volatilità dei prezzi, rendendo il mercato del caffè imprevedibile.
Le sfide per il futuro
Le frane e i blocchi stradali hanno reso inaccessibile il porto di Buenaventura, paralizzando le spedizioni di caffè. Le aree colpite includono Caldas e Risaralda, che contribuiscono per circa un quarto alla produzione colombiana di caffè. La lentezza del nuovo raccolto in Brasile, dovuta a condizioni meteorologiche sfavorevoli, ha ulteriormente complicato la situazione.
Gli analisti ritengono che il mercato si stia dirigendo verso un forte eccesso di offerta, ma le incertezze meteorologiche e le interruzioni nella filiera di produzione potrebbero ribaltare rapidamente le aspettative. Il fenomeno climatico El Niño potrebbe ridurre la produzione di caffè, aggiungendo un ulteriore livello di complessità al mercato.
Nel frattempo, i prezzi del caffè sul mercato interno vietnamita sono aumentati, tornando a quota 98.000 VND/kg. Gli operatori prevedono che, nel breve termine, i prezzi del caffè sul mercato interno rimarranno probabilmente in una fase di consolidamento, oscillando fortemente intorno alla fascia tra i 97.000 e i 98.500 VND/kg.
