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Tetto al 30% di stranieri, scintille tra Preziosi e Bocchino: "Supponenza della radical chic"

Tetto al 30% di stranieri, scintille tra Preziosi e Bocchino: "Supponenza della radical chic"

Scontro a Piazzapulita sul tetto del 30% di alunni stranieri nelle classi: Preziosi contesta l’urgenza del provvedimento, Bocchino difende la necessità di intervenire e il confronto si accende sul passato politico.

Il tetto del 30% di alunni stranieri nelle classi scolastiche accende il confronto a Piazzapulita tra Daniela Preziosi e Italo Bocchino. Il dibattito sul nuovo provvedimento del governo Meloni si trasforma presto in un acceso botta e risposta, tra la questione dell’integrazione nelle scuole, l’effettiva urgenza della misura e il passato politico del direttore del Secolo d’Italia.

Tetto agli stranieri nelle classi, Preziosi contro Bocchino: è scontro a Piazzapulita

Durante la puntata di Piazzapulita, il programma di approfondimento politico condotto su La7 da Corrado Formigli, si è sviluppato un acceso confronto sul provvedimento che introduce un tetto del 30% alla presenza di alunni stranieri nelle classi delle scuole italiane.

A discutere della misura sono stati Daniela Preziosi, giornalista del Domani, e Italo Bocchino, direttore del Secolo d’Italia, con posizioni differenti sull’effettiva necessità dell’intervento del governo.

Preziosi ha messo in discussione l’urgenza attribuita alla misura, ricordando alcuni precedenti normativi. “Le classi ghetto non è che sono belle“, ha osservato la giornalista, sottolineando che l’iniziativa è stata annunciata a anno scolastico già iniziato: “Meloni lo dice con urgenza dopo che l’anno scolastico è iniziato, quindi evidentemente tanto urgente non era“.

Secondo Preziosi, inoltre, il riferimento alle precedenti disposizioni sarebbe stato utilizzato in maniera strumentale. “Il decreto che fece Mattarella nel ’90 diceva: ‘ove possibile’ e indicava una tendenza“, ha spiegato, ricordando anche l’autonomia delle istituzioni scolastiche nella gestione delle esigenze del territorio.

Il confronto si infiamma, Bocchino accusa Preziosi: “Supponenza classica della radical chic”

Di fronte alle osservazioni della giornalista, Bocchino ha sostenuto la necessità di un intervento più incisivo, spiegando che le precedenti indicazioni non avrebbero raggiunto gli obiettivi prefissati. “Cosa è successo in più? Che non hanno funzionato le circolari“, ha affermato il direttore del Secolo d’Italia, citando sia quelle associate a Mattarella sia quelle successive alla riforma Gelmini. Da qui, secondo la sua ricostruzione, deriverebbe la necessità di intervenire con maggiore urgenza: “Non hanno funzionato, perciò c’è urgenza. Ma è giusto o non è giusto?”.

Il confronto si è poi spostato sul passato politico di Bocchino, che Preziosi ha richiamato durante il dibattito. “Le cose giuste sono giuste. Non sono giuste quelle che volevate fare“. Bocchino ha quindi rivendicato la propria esperienza parlamentare: “È un merito essere eletti”, ricordando di aver ottenuto il consenso degli elettori e accusando Preziosi di avere un atteggiamento da “radical chic”. “Io faccio il giornalista come te“, ha aggiunto, prima della replica della giornalista: “Sei stato anche deputato“. Il botta e risposta si è concluso con Bocchino che ha ribadito: “La supponenza classica della radical chic. Perciò la gente non vi può vedere“.

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