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Ilaria Salis condannata a pagare 300mila euro ai collaboratori licenziati: la difesa spiazza tutti

Ilaria Salis condannata a pagare 300mila euro ai collaboratori licenziati: la difesa spiazza tutti

Ilaria Salis sfida la decisione che la condanna a 300mila euro, puntando sull'errore nelle notifiche

Il tribunale del Lavoro di Milano ha accolto la presenza dell’eurodeputata Ilaria Salis nella mattinata di lunedì 12 ottobre 2026, dove la parlamentare ha richiesto formalmente l’annullamento della sentenza di primo grado che la obbliga a versare 300mila euro per due licenziamenti contestati. La giudice Silvia Marina Ravazzoni ha presieduto la discussione, ascoltando le argomentazioni degli avvocati difensori e verificando la corretta procedura seguita nella fase introduttiva del processo.

Le ragioni della difesa: notifiche e contraddittorio

Gli avvocati Federico Manfredi e Gaspare Trizzino hanno sostenuto che il punto cruciale della causa riguarda la legittimità delle notifiche effettuate nei confronti delle parti. Hanno dichiarato che, se la notifica non è stata eseguita correttamente, l’intero procedimento di primo grado risulterebbe nullo, violando il principio del contraddittorio.

Un corretto contraddittorio, infatti, richiede che tutte le parti abbiano la possibilità di intervenire e difendersi, e qualsiasi omissione in tal senso compromette la validità della sentenza.

Le minacce e le mistificazioni: un tema marginale

Durante l’udienza è stato anche affrontato il tema delle presunte minacce avanzate dal dipendente licenziato, un elemento che la difesa ha precisato non rientrare nella discussione corrente.

Secondo gli avvocati, tali accenni, seppur menzionati nella documentazione, sono stati inseriti per motivi estranei al giudizio sul licenziamento e non influiscono sulla valutazione della validità delle notifiche. L’eventuale annullamento della notifica, quindi, non è legato a quelle circostanze.

Cosa deciderà la Corte d’Appello il 13 ottobre

La decisione chiave è rimandata alle mani della Corte d’Appello che dovrebbe pronunziarsi domani, 13 ottobre 2026. Se la Corte riterrà che le notifiche sono state eseguite regolarmente, il giudizio proseguirà nella sua fase di merito, con la restituzione della condanna da 300mila euro. Al contrario, se la Corte condivide l’interpretazione della difesa e dichiara le notifiche nulle, annullerà la sentenza di primo grado e riavvierà il procedimento, “riavvolgendo il nastro” al punto di origine.

Al termine dell’udienza, l’eurodeputata Ilaria Salis ha lasciato il tribunale manifestando serenità e fiducia nella decisione della Corte, specificando che la comunicazione dell’esito avverrà tramite PEC nella giornata di domani. La vicenda rimane sotto i riflettori, poiché la sentenza potrà influenzare non solo la vita della parlamentare, ma anche la percezione delle norme che regolano i licenziamenti e i diritti dei lavoratori in Italia.

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