> > Vandalismo al memoriale di Pamela Mastropietro: la denuncia di Alessandra Verni

Vandalismo al memoriale di Pamela Mastropietro: la denuncia di Alessandra Verni

Vandalismo al memoriale di Pamela Mastropietro: la denuncia di Alessandra Verni

La foto di Pamela Mastropietro è stata asportata e distrutta dal memoriale a Roma. La madre Alessandra Verni accusa le istituzioni e chiede telecamere di sorveglianza

Un nuovo atto vandalico ha colpito il memoriale dedicato a Pamela Mastropietro, la 18enne romana uccisa a Macerata nel 2018. La madre Alessandra Verni ha denunciato l’ennesimo gesto di vandalismo, questa volta ai danni della fotografia della figlia, asportata e distrutta nonostante fosse protetta da una cornice assicurata con una catena metallica.

Questo episodio non è isolato: Verni aveva già segnalato in passato altri atti di vandalismo e aveva richiesto l’installazione di telecamere di sorveglianza.

La risposta del VII Municipio di Roma, però, aveva negato la necessità di tali misure, affermando che il sito non era interessato da vandalismo frequente o sistematico.

Un’azione premeditata contro il memoriale

La madre di Pamela ha descritto l’episodio come un’azione mirata e premeditata. “Chi ha compiuto questo gesto non ha agito d’impulso”, ha dichiarato Verni, sottolineando che la cornice era fissata e assicurata con una catena metallica.

Questo significa che i responsabili erano ben attrezzati con strumenti idonei a tagliare o forzare la protezione.

Il memoriale, situato in piazza Re di Roma, è stato più volte preso di mira da atti vandalici. Verni ha espresso la sua frustrazione per la mancata protezione del luogo di memoria, chiedendo chi debba assumersi la responsabilità di quanto accaduto.

La risposta delle istituzioni e la richiesta di telecamere

Nel luglio 2026, il VII Municipio di Roma aveva risposto alla richiesta di installazione di telecamere di sorveglianza, affermando che “non risulta che il sito sia interessato da una situazione di frequente o sistematica vandalizzazione”. La risposta istituzionale aveva concluso che “non sono emersi elementi tali da far ritenere necessario un intervento specifico di videosorveglianza dedicata”.

Alessandra Verni ha contestato questa valutazione, affermando che “oggi i fatti e la realtà smentiscono categoricamente quanto affermato su quei fogli”. La madre di Pamela ha chiesto chi debba rispondere moralmente e istituzionalmente di quanto accaduto, sottolineando che negare il degrado e respingere la richiesta di videosorveglianza non risolve i problemi.

“Servono fatti, servono controlli veri e serve rispetto”, ha concluso Verni, ribadendo la necessità di proteggere il memoriale e la memoria di sua figlia.

La denuncia pubblica e la richiesta di giustizia

La denuncia di Alessandra Verni è stata pubblicata su Facebook e rilanciata dall’Associazione Odv intitolata alla figlia. La madre ha descritto l’ennesimo atto vandalico come “un ennesimo schiaffo alla storia di Pamela e al rispetto che si deve a una vittima”.

Verni ha chiesto maggiore attenzione e protezione per il memoriale, sottolineando che la memoria di Pamela deve essere rispettata e protetta. La madre ha anche espresso la sua delusione per la mancata risposta delle istituzioni, chiedendo che vengano prese misure concrete per prevenire futuri atti di vandalismo.

“Chi ne risponde istituzionalmente, visto che ci si rifiuta di installare telecamere di sicurezza ritenendo che vada tutto bene?”, ha domandato Verni, ribadendo la necessità di controlli veri e di rispetto per la memoria di sua figlia.

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