Il caso legato ad Alex Schwazer torna al centro dell’attenzione dopo la rinuncia alle controanalisi delle provette B. La decisione arriva in seguito al rifiuto della NADA Germania di procedere all’esame di un ulteriore campione considerato cruciale dalla difesa per contrastare l’accusa di doping, riaprendo il dibattito sulle procedure e sulle garanzie richieste nei controlli.
Nodo “terza provetta”: la linea della difesa di Alex Schwazer e la risposta della NADA
La difesa di Alex Schwazer, rappresentata dall’avvocato Gerhard Brandstätter, ha ribadito la richiesta di accesso alla documentazione relativa ai test e ha annunciato possibili iniziative a tutela dell’atleta, sottolineando la volontà di ricerca della verità.
Al centro della contestazione resta anche la cosiddetta “terza provetta”, cioè l’urina residuale che, secondo la difesa, sarebbe stata raccolta durante il controllo antidoping e conservata separatamente, ma che per la NADA non può essere analizzata perché non rispetterebbe i protocolli ufficiali.
La provetta sarebbe stata consegnata dagli addetti al controllo e successivamente custodita dall’allenatore Sandro Donati, con verbalizzazione nello stesso giorno della gara; tuttavia, per l’agenzia antidoping, questi elementi non sarebbero sufficienti a garantirne l’utilizzabilità.
Nel frattempo, a seguito della documentazione trasmessa da NADO Italia, è stato comunicato un provvedimento di sospensione cautelare nei confronti di Schwazer, mentre la Federazione italiana ha recepito la decisione “nel rispetto della normativa antidoping vigente”, senza ulteriori commenti.
La vicenda si inserisce in un quadro già complesso che coinvolge il passato sportivo di Alex Schwazer, compresa la squalifica di otto anni per recidiva nel 2016 e le precedenti controversie giudiziarie, nelle quali erano emerse contestazioni sulla possibile alterazione dei campioni.
Alex Schwazer, brutte notizie dopo la positività al doping: la decisione sulle controanalisi
Alex Schwazer ha deciso di non proseguire con le controanalisi delle provette B, previste per il 6 luglio a Colonia, dopo la comunicazione arrivata dalla NADA Germania. L’agenzia ha infatti reso noto che non procederà all’esame della cosiddetta “provetta residuale” relativa al controllo del 26 aprile, perché tale analisi non sarebbe conforme alle procedure previste dal Codice WADA e perché mancherebbe una corretta “chain of custody”.
La decisione ha avuto un effetto diretto sul percorso difensivo dell’atleta: Schwazer aveva posto proprio l’analisi di quel campione aggiuntivo come condizione imprescindibile per andare avanti con le controanalisi. Venuta meno questa garanzia, la scelta è stata quella di interrompere il procedimento. Nel comunicato diffuso dal suo ufficio stampa si legge: “Alex Schwazer come, già annunciato, rinuncerà alla controanalisi, perché non ha nessuna fiducia nei controlli effettuati, proprio presso la stessa istituzione, già coinvolta in varie irregolarità connesse al controllo antidoping nel 2016”.
In precedenza, lo stesso atleta aveva spiegato: “Se non viene analizzata anche la nostra provetta, quella conservata da Donati, rinuncio alle controanalisi. Non voglio più mettere da parte la mia vita per buttarmi in delle procedure, udienze o altro”.
Visualizza questo post su Instagram
