Nella serata del 15 agosto, durante la processione della Vara, un evento che richiama migliaia di messinesi, è stato compiuto un audace furto al Museo regionale Accascina di Messina. I ladri hanno fatto bottino di quattro opere di Antonello da Messina tra cui tre tavole del celebre Polittico di San Gregorio e una tavoletta bifronte raffigurante la Madonna col Bambino e il Cristo in Pietà.
Il furto ha scosso la comunità locale e ha sollevato interrogativi sulla sicurezza dei beni culturali. La procura di Messina ha aperto un’inchiesta e le indagini sono coordinate dalla squadra mobile della questura e dai carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale.
Il colpo perfetto durante la processione della Vara
I ladri hanno approfittato della confusione creata dalla processione della Vara, un evento che impegna le forze dell’ordine e distrae l’attenzione dalla sicurezza dei musei.
Secondo le ricostruzioni, i malviventi, con il volto coperto da caschi, sono riusciti a introdursi nel museo forzando le sbarre di metallo della cancellata esterna sul retro del museo.
Le indagini hanno rivelato che i sistemi di sicurezza, tra cui allarme e videosorveglianza, erano perfettamente funzionanti. Tuttavia, i custodi addetti ai monitor delle telecamere non hanno notato nulla di sospetto.
Questo ha portato gli investigatori a sospettare che ci possa essere stato un basista all’interno del museo che ha agevolato il lavoro dei ladri.
Le opere rubate e il loro valore inestimabile
Le opere rubate includono tre delle cinque tavole superstiti del Polittico di San Gregorio un capolavoro firmato e datato 1473, e una tavoletta bifronte con la Madonna col Bambino da un lato e il Cristo in Pietà dall’altro. Durante la fuga, i ladri hanno abbandonato altre due tavole del Polittico, con i santi Benedetto e Gregorio, che sono state successivamente recuperate.
Il valore delle opere rubate è inestimabile, non solo per il loro valore economico, ma anche per il loro valore identitario per la comunità di Messina. Roberto Lai, ex investigatore del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, ha dichiarato: “Quando un’opera viene sottratta si colpiscono la storia, l’identità e le radici di una comunità”.
Le indagini e la speranza di recupero
Le indagini sono in corso e gli investigatori stanno esaminando le immagini degli impianti di videosorveglianza e raccogliendo le testimonianze del personale presente nel museo. La procura di Messina ha aperto un’inchiesta per furto pluriaggravato di opere d’arte.
La speranza è quella di recuperare le opere e restituirle al loro luogo di origine. Come ha sottolineato Lai, “La speranza è quella di riportare le opere dove la storia le mise”. Il recupero di queste opere non solo restituirebbe un patrimonio inestimabile alla comunità, ma anche un pezzo della sua identità e della sua storia.
Nel frattempo, la comunità di Messina e gli amanti dell’arte di tutto il mondo attendono con ansia notizie sul recupero di queste preziose opere d’arte.
