> > Attacco armato a Bruxelles: commissariato di Anderlecht sotto fuoco

Attacco armato a Bruxelles: commissariato di Anderlecht sotto fuoco

Attacco armato a Bruxelles: commissariato di Anderlecht sotto fuoco

Un uomo armato ha aperto il fuoco contro un commissariato di Bruxelles, in un atto che le autorità definiscono un tentativo di destabilizzazione. Scopri le reazioni e le misure in corso.

La capitale belga è stata scossa da un nuovo episodio di violenza che ha visto un commissariato di Anderlecht bersagliato da colpi di arma da fuoco. L’attacco, avvenuto nella notte del 21 agosto 2026 ha sollevato preoccupazioni sulla sicurezza urbana e sulla lotta al crimine organizzato.

L’episodio, che non ha causato vittime, è stato condannato dalle massime autorità belghe, che hanno promesso di rafforzare le misure contro il traffico di droga e la criminalità.

Il ministro-presidente della regione di Bruxelles, Boris Dilliès ha definito l’attacco un “nuovo avvertimento” per la città, sottolineando che “non lasceremo che il crimine organizzato si impadronisca della nostra città“.

L’attacco al commissariato di Anderlecht

Secondo le prime ricostruzioni, due individui cagulati si sono avvicinati al commissariato situato in rue Démosthène intorno alle 23:40.

Uno dei due ha sparato 12 colpi con un’arma automatica, mentre l’altro filmava la scena. I due sono poi fuggiti a bordo di una trottinette elettrica.

Il capo della polizia locale, Jürgen De Landsheer ha dichiarato che l’attacco potrebbe essere una ritorsione contro le recenti operazioni di polizia contro il traffico di droga nella zona.

Il ministro dell’Interno, Bernard Quintin ha espresso il suo sconcerto per l’accaduto, affermando che “di fronte a tali atti di intimidazione, non rinunceremo mai alla nostra determinazione a combattere fermamente contro la criminalità organizzata e il traffico di droga“.

La risposta delle autorità e le misure in corso

Il procuratore del Re di Bruxelles, Julien Moinil ha definito l’attacco “inammissibile” e ha parlato di una “volontà chiara di destabilizzazione“. Tuttavia, ha rassicurato che “non ci riusciranno“.

Le autorità belghe stanno adottando diverse misure per contrastare la violenza legata al narcotraffico. Tra queste, l’appuntamento di un commissario per le droghe che entrerà in carica a fine settembre e la restrizione dell’uso delle trottinette elettriche, spesso utilizzate dai criminali. Inoltre, è previsto un investimento di 68 milioni di euro nella sicurezza e nella prevenzione.

Il ministro-presidente Dilliès ha anche sostenuto le proposte del procuratore Moinil, tra cui la creazione di zone sicure nelle carceri dove i telefoni non possono funzionare, per prevenire gli ordini di sparatorie dall’interno delle prigioni.

Un contesto di crescente violenza

L’attacco al commissariato di Anderlecht non è un episodio isolato. Bruxelles ha registrato 57 sparatorie nei primi sette mesi del 2026, con 2 morti e 21 feriti. Nel 2026, ci sono stati 9 morti e 48 feriti in 92 sparatorie legate al narcotraffico.

Il politico belga Mathias Vanden Borre ha espresso preoccupazione per la situazione, chiedendo se “tutto ciò non crea problemi a nessuno?” e sottolineando che Bruxelles è “in una spirale discendente di violenza e incapacità politica“.

L’attacco al commissariato di Anderlecht è un segnale allarmante della crescente violenza legata al narcotraffico nella capitale belga. Le autorità hanno promesso di rafforzare le misure di sicurezza e di non cedere alla pressione del crimine organizzato. Tuttavia, la situazione richiede un’azione coordinata e decisa per garantire la sicurezza dei cittadini e delle forze dell’ordine.

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